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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33998/2024 del 06/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cerri è stato ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta per distrazione per aver trasferito alla capogruppo CF Holding la somma di € 1.472.180,00 nel 2014. Impugnava la sentenza di condanna sostenendo l'assenza del dolo: al momento delle operazioni, a suo dire, non vi erano indici di decozione perché i flussi aziendali erano ancora funzionanti e vigeva una ragionevole aspettativa di restituzione. Ha poi rilevato la cessazione dei finanziamenti dal 2015 come prova della mancata consapevolezza della crisi e censurato la valutazione della Corte territoriale basata sul rilievo del curatore relativo alla perdita del capitale sociale avvenuta anteriormente ai trasferimenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato la valutazione della Corte d'appello che aveva ritenuto sussistente il dolo (anche nella forma eventuale) e la rilevanza degli indici di fraudolenza: erogazioni successive alla perdita effettiva del capitale, mancanza di vantaggi compensativi per la fallita, utilizzo della società come 'cassa' del gruppo, mancata svalutazione di crediti inesigibili e altri elementi che hanno dimostrato la consapevolezza del rischio per i creditori. Di conseguenza resta ferma la condanna complessiva a 1 anno e 6 mesi di reclusione pronunciata dalla Corte d'appello e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. 74/2000

    ex articolo 10-ter d.lgs. 74/2000 (continuazione con fatti commessi il 27/12/2017)

    Usato per riconoscere la continuazione tra i fatti di bancarotta contestati in momenti diversi; la Corte ne ha fatto applicazione per unificare le condanne e valutare la complessiva responsabilità.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (massime citate)

    Sez. 5, n. 38396 del 23/06/2017; Sez. 5, n. 37109 del 23/06/2022; Sez. 5, n. 45230 del 16/09/2021; altre pronunce richiamate nella motivazione

    Conferma che, in tema di bancarotta fraudolenta per distrazione, l'accertamento del dolo generico richiede la ricerca di 'indici di fraudolenza' (condizione patrimoniale, contesto operativo, cointeressenze, assenza di causali o vantaggi compensativi). Anche scelte imprenditoriali che determinano depauperamento possono integrare il reato se emergono indici di fraudolenza.

  • Giurisprudenza su cash pooling

    Sez. 5, n. 34457 del 05/04/2018 (Castiglioni) e Sez. 5, n. 39139 del 23/06/2023 (Simeone)

    I trasferimenti infragruppo non integrano automaticamente bancarotta; per escludere il reato è necessaria la formalizzazione e la regolamentazione (contratto di cash pooling, delibere che definiscano oggetto, limiti, interessi, ecc.) e, in ogni caso, l'esistenza di vantaggi compensativi o di un credibile programma di risanamento.

Massime di principio

  • Per la bancarotta per distrazione il dolo richiesto è il dolo generico: è sufficiente la consapevolezza della possibilità che l'operazione possa causare un danno ai creditori (anche in forma eventuale).
  • I trasferimenti infragruppo possono integrare reato se mancano causali e vantaggi compensativi per la società deprivata, se sono effettuati in presenza di indizi di crisi o dopo la perdita del capitale sociale, o se servono a mascherare il dissesto.
  • La formalizzazione di strumenti di gestione delle casse di gruppo (contratti di cash pooling, delibere dei cda, regole di rimborso) è fondamentale per giustificare trasferimenti: in loro assenza la giustificazione basata sulla ‘aspettativa di restituzione’ è debole.
  • La valutazione dei giudici si concentra sugli 'indici di fraudolenza' (es. temporizzazione dei pagamenti, inerzia su svalutazioni di crediti inesigibili, utilizzo sistematico della società come cassaforte di gruppo): tali elementi, se provati, sono difficilmente superabili con mere affermazioni di buona fede.
  • In situazioni analoghe è prudente interrompere o documentare con atti formali trasferimenti significativi non supportati da vantaggi per la società erogante, soprattutto se emergono segnali di crisi, per evitare responsabilità penali.

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