Sentenza n. 1579/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento del decreto n. cat. A12/Imm./25 prot. n. 22 del 13.3.2025 adottato dal Questore della Provincia di Caserta e notificato – a mezzo p.e.c. - il 10.04.2025 con il quale è stata rigettata l’istanza di rinnovo del pds per motivi di lavoro autonomo, di ogni altro atto presupposto e\o presupponente quello impugnato, connesso e conseguente, se ed in quanto lesivo degli interessi del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo, fondato sulla mancata dimostrazione di redditi relativi all'anno 2023
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego deducendo violazione di legge ed eccesso di potere. In particolare, ha lamentato la violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990, sostenendo che la Questura non avesse considerato le circostanze rappresentate nella memoria presentata dopo il preavviso di diniego, con conseguente svuotamento della partecipazione procedimentale. Ha inoltre dedotto la violazione degli artt. 5, commi 5 e 9, e 26 del d.lgs. n. 286/1998, assumendo che l'amministrazione avrebbe dovuto valutare la sua complessiva integrazione nel territorio nazionale, la regolarità della condizione alloggiativa e lo svolgimento dell'attività di lavoro autonomo. Il ricorrente aveva precisato di avere iniziato l'attività autonoma soltanto nel 2024, documentandone l'iscrizione alla Camera di commercio, e aveva prodotto un bilancio previsionale redatto da un commercialista sui redditi del 2024, per consentire una valutazione prognostica del requisito reddituale.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il motivo relativo alla violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990. Dopo il preavviso di diniego, il ricorrente aveva fornito elementi nuovi e pertinenti: l'avvio dell'attività autonoma nel 2024, l'impossibilità di produrre redditi per il 2023 e un bilancio previsionale relativo al 2024. La Questura ha invece fondato il diniego esclusivamente sulla mancata produzione dei redditi del 2023, senza esaminare tali elementi e senza neppure esplicitarne l'eventuale inidoneità a determinare un esito favorevole. Il giudice ha quindi ravvisato un'istruttoria inadeguata e una violazione palese dell'obbligo di considerare l'apporto partecipativo dell'interessato, annullando il diniego con salvezza degli ulteriori provvedimenti dell'amministrazione. Le spese sono state compensate in ragione delle peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 10-bis l. 241/1990
Il preavviso di diniego impone all'amministrazione di esaminare concretamente le osservazioni, gli elementi e i documenti presentati dall'interessato; la loro omessa considerazione determina l'illegittimità del provvedimento conclusivo.
art. 5, commi 5 e 9, d.lgs. 286/1998
Norme richiamate dal ricorrente in relazione alla valutazione dei presupposti per il soggiorno, senza che la sentenza ne faccia applicazione decisiva.
art. 26 d.lgs. 286/1998
Norma richiamata dal ricorrente in relazione al permesso di soggiorno per lavoro autonomo, senza che la sentenza ne faccia applicazione decisiva.
Massime di principio
- Quando, dopo il preavviso di diniego, l'interessato presenta elementi e documenti pertinenti alla valutazione dei requisiti richiesti, l'amministrazione deve esaminarli effettivamente e darne conto nel provvedimento finale, anche per spiegare le ragioni della loro eventuale inidoneità.
- È illegittimo il diniego di rinnovo di un titolo di soggiorno fondato esclusivamente sull'assenza di redditi riferiti a un'annualità precedente, quando l'interessato dimostri di avere iniziato l'attività lavorativa in epoca successiva e fornisca elementi utili a una valutazione prognostica della propria capacità reddituale.
- L'omessa considerazione delle osservazioni e della documentazione prodotte in risposta al preavviso di diniego integra violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990 e giustifica l'annullamento del provvedimento, con riedizione del potere amministrativo.
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