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Sentenza

Sentenza n. 156/2026 - Potenza, Sezione 1

per l'ottemperanza - alla sentenza di questo Tribunale amministrativo n. 268/2025, pubblicata in 29 aprile 2025.

Giustizia amministrativa202500399

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata - Potenza, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata tempestiva esecuzione della sentenza del TAR Basilicata n. 268/2025, che aveva annullato il diniego o gli atti ostativi all'ampliamento dell'attività riabilitativa e imposto la riedizione del potere

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (struttura sanitaria privata)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza alla sentenza del TAR Basilicata n. 268/2025, non impugnata, con la quale erano stati annullati la determinazione regionale relativa alla verifica di compatibilità per l'ampliamento dell'attività riabilitativa e gli atti presupposti, incluso il parere sfavorevole dell'ASP, con salvezza del potere delle amministrazioni di adottare nuovi atti. In sede di esecuzione, la Regione aveva diffidato l'ASP a trasmettere la documentazione necessaria per il rilascio del parere di compatibilità e aveva precisato che il nuovo parere dovesse rispettare i vincoli derivanti dal giudicato. Dopo il deposito del ricorso, la competente Commissione tecnica dell'ASP ha espresso parere favorevole e la Regione Basilicata, con determinazione del 19 febbraio 2026, ha dichiarato la compatibilità dell'ampliamento dell'attività riabilitativa con la programmazione regionale. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo tuttavia per la condanna alle spese in ragione del ritardo nell'esecuzione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che i nuovi provvedimenti amministrativi avessero pienamente soddisfatto la pretesa azionata nel giudizio di ottemperanza. Le spese sono state regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale: l'ASP è stata condannata a rifondere alla ricorrente € 2.000,00, oltre accessori di legge se dovuti, poiché il ritardo nell'attuazione della sentenza era imputabile alla sua condotta. Le spese sono state invece compensate nei rapporti con la Regione Basilicata. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 3 l.r. Basilicata n. 28/2000

    La disposizione costituisce la base normativa del parere di compatibilità necessario per l'ampliamento dell'attività riabilitativa; il nuovo parere doveva essere adottato nel rispetto dei vincoli derivanti dal giudicato.

  • art. 26 l. n. 833/1978

    attività riabilitativa ex art. 26 Legge n. 833/1978

    Individua il riferimento normativo dell'attività riabilitativa oggetto della richiesta di ampliamento.

  • art. 28 l.r. Basilicata n. 28/2000

    È richiamata quale disciplina regionale di riferimento per la compatibilità dell'ampliamento con la programmazione regionale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la cessazione della materia del contendere ricorre quando, successivamente alla proposizione del ricorso, l'amministrazione adotta atti pienamente satisfattivi della pretesa fatta valere e conformi ai vincoli derivanti dal giudicato.
  • L'annullamento giurisdizionale con salvezza della riedizione del potere non impedisce all'amministrazione di adottare nuovi provvedimenti, ma impone che questi rispettino i vincoli conformativi derivanti dalla sentenza.
  • Anche quando la sopravvenuta adozione degli atti satisfattivi determina la cessazione della materia del contendere, il giudice può regolare le spese secondo la soccombenza virtuale, imputandole all'amministrazione la cui condotta abbia causato il ritardo nell'esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereSopravvenuta carenza di interesse

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