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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2084/2024 del 17/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per presunta omissione di motivazione nella decisione della Corte di Cassazione: il ricorrente contestava che la Corte avrebbe erroneamente interpretato il primo motivo (riguardante l'assenza dell'elemento psicologico del reato), sostenendo che la richiesta della pubblica amministrazione di indicare "tutti i procedimenti pendenti e le condanne" fosse illegittima perché doveva riguardare solo quelli attinenti al rapporto di lavoro; Cataldi affermava di aver dichiarato l'assenza di carichi perché riteneva la richiesta limitata a questioni attinenti al rapporto e dunque inesistente il dolo

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'istanza ex art. 625-bis c.p.p. sia strumento limitato e applicabile solo in caso di "sviamento" del giudizio per fatti la cui inesistenza o verità sia incontrovertibile ovvero per omissione di esame di un motivo decisivo per mero errore percettivo. Nel caso di specie la Cassazione aveva effettivamente esaminato il primo motivo e lo aveva ritenuto manifestamente infondato, valutando che il modulo prestampato chiariva la necessità di segnalare carichi pendenti o precedenti e che l'esperienza di vita del ricorrente consentiva di comprendere la richiesta, escludendo la mera colpa. Trattandosi di valutazioni di merito e non di un errore percettivo decisivo, il rimedio straordinario non poteva essere accolto. Perciò il ricorrente è stato dichiarato inammissibile e condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Lo strumento è di portata molto limitata: è ammesso solo per correggere uno "sviamento" del giudizio quando la decisione fondi su fatti la cui verità è incontrovertibilmente esclusa oppure su una inesistenza di fatto positiv. stabilita, o quando vi sia omissione di esame di un motivo decisivo per mera svista materiale

  • Sez. U. n. 16103 del 27.3.2002 (giurisprudenza)

    Sez. U. n.16103 del 27.3.2002

    Giurisprudenza consolidata che delimita l'ambito applicativo dell'art. 625-bis ai casi di "sviamento" del giudizio o omissione per svista materiale

  • Sez. III n. 47316 del 1.6.2017 (giurisprudenza)

    Sez. III n. 47316 del 1.6.2017

    Richiama il concetto che la decisività dell'errore percettivo è presupposto per rimuovere il giudicato; non è consentito un nuovo sindacato sulle valutazioni effettuate dalla Corte

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento di una somma a titolo di ammenda in caso di inammissibilità, salvo elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • Il rimedio straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è molto limitato: è ammissibile solo per errori di percezione decisivi o per decisioni fondate su fatti la cui inesistenza o verità sia incontrovertibile.
  • Non può essere usato per rimettere in discussione valutazioni di merito o apprezzamenti discrezionali già compiuti dalla Corte, salvo che si tratti di omissione per mera svista di un motivo decisivo.
  • Se la decisione impugnata dimostra di aver esaminato il motivo di ricorso e offre una motivazione (anche basata su valutazioni di esperienza di vita o comprensione del testo), la strada dell'art. 625-bis è presumibilmente inammissibile.
  • Quando il ricorrente invoca un equivoco sul contenuto di un modulo o di una richiesta (es. quali carichi segnalare), occorre provare in modo incontrovertibile che la Corte ha travisato un fatto obiettivo; altrimenti la qualificazione del dolo o della colpa resta questione valutativa.
  • L'inammissibilità può comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria (cassa delle ammende) salvo prova dell'assenza di colpa nella proposizione del ricorso.

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