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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11156/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Sequestro probatorio di un orologio Rolex Daytona ritenuto di possibile provenienza delittuosa nell'ambito di un'indagine per ricettazione (art. 648 c.p.). Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di rigetto dell'istanza di riesame lamentando violazione dell'art. 253 c.p.p. e dell'art. 648 c.p., nonché carenza e insufficiente motivazione circa la sussistenza del reato presupposto e l'accertamento della provenienza illecita dell'orologio. In particolare si è contestata la valutazione congetturale che avrebbe tratto la provenienza illecita dal solo possesso e dal valore del bene e la non considerazione della documentazione fornita (fattura con numero di matricola corrispondente).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo la motivazione del Tribunale di riesame carente e basata su mere congetture (valore del bene, pregressi coinvolgimenti in reati contro il patrimonio) senza individuare la tipologia del reato presupposto che giustifichi la ricettazione. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa è stata rinviata al Tribunale di Roma per un nuovo giudizio conforme ai principi ermeneutici indicati, lasciando comunque al giudice del rinvio la libertà di confermare o discostarsi dall'esito precedente.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    La fattispecie della ricettazione richiede che il bene sia di provenienza delittuosa; per giustificare misure reali (sequestro) occorre individuare almeno la tipologia del reato presupposto da cui deriverebbe la disponibilità illecita del bene

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alle garanzie procedurali connesse al sequestro; la decisione sottolinea l'esigenza di motivazione sufficiente per la convalida del sequestro

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 6584 del 15/12/2021 (Cremonese)

    Occorre individuare almeno la tipologia del reato presupposto per configurare il fumus dei reati contro il patrimonio che legittimano il sequestro

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 29689 del 28/05/2019 (Maddaloni)

    Per il sequestro preventivo è richiesta una valutazione puntuale e coerente delle risultanze processuali, non mera postulazione dell'esistenza del reato

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 28515 del 21/05/2014 (Ciampani)

    Il giudice deve rappresentare le concrete risultanze processuali che dimostrino indiziariamente la congruenza dell'ipotesi di reato rispetto ai fatti

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 49478 del 21/10/2015 (Macchione)

    Per misure reali occorre una qualificata probabilità di affermazione della responsabilità dell'indagato e una verifica coerente delle risultanze, considerando le contestazioni difensive

Massime di principio

  • Il mero possesso di un bene di valore non è sufficiente a determinare la sua provenienza delittuosa: il giudice deve almeno individuare la tipologia del reato presupposto che potrebbe aver generato la disponibilità illecita.
  • Per legittimare un sequestro probatorio/funzionale a reati come la ricettazione è richiesta una motivazione concreta e non congetturale, fondata su elementi che colleghino l'oggetto alittuoso a un reato specifico.
  • Documenti probatori forniti dalla difesa (es. fattura con numero di matricola corrispondente) devono essere valutati e spiegate le ragioni del loro scarto o della loro ritenuta insufficienza; la semplice osservazione di carenze formali non può sostituire un'analisi complessiva e motivata.
  • Il giudice del riesame deve considerare le possibili cause alternative che giustificano la disponibilità dell'oggetto (prestito, regalo, compravendita lecita, ecc.) e motivare perché tali ipotesi sono ritenute meno probabili rispetto all'origine delittuosa.
  • In caso di motivazione carente il rimedio è l'annullamento con rinvio: il giudice di merito ha poi libertà di confermare o modificare la decisione purché rispetti i principi di motivazione indicati dalla Cassazione.

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