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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38812/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava il sequestro preventivo dell'area di cantiere in via Gherardo Caponsacchi 3/A a Firenze. Due censure: (1) errata qualificazione del sequestro come "impeditivo" ex art. 321, comma 1 c.p.p. anziché "strumentale" alla confisca ex art. 321, comma 2 c.p.p.; rilievo che il G.I.P. ha richiamato concetti di "corpo del reato" e "cose soggette a confisca" e che dopo l'ordinanza di sospensione dei lavori non si sarebbe svolta alcuna attività, quindi non sussisterebbe pericolo di aggravamento e, se ritenuto strumentale, la confisca non sarebbe applicabile trattandosi non di lottizzazione abusiva; (2) difetto di motivazione sul periculum in mora, in quanto il Tribunale non avrebbe illustrato la concretezza e attualità del pericolo di prosecuzione o aggravamento del danno stante la sussistenza di ordinanze amministrative di sospensione e demolizione mai violate.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Motivazioni principali: (i) l'ordinanza comunale di demolizione e rimessione in pristino, notificata nei termini, pur non ancora eseguita, implica che l'opera può venir acquisita al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31 del DPR n. 380/2001; in tale situazione il ricorrente non è più legittimato a chiedere il dissequestro e la restituzione del bene, rendendo l'impugnazione inammissibile; (ii) a ogni modo, le censure in fatto e in motivazione risultano manifestamente infondate: il sequestro è legittimamente qualificato come impeditivo volto a impedire che la disponibilità dell'area potesse aggravare o protrarre le conseguenze del reato; le censure sul periculum in mora attengono in larga parte a valutazioni di fatto o alla logica della motivazione, profili non sindacabili in cassazione salvo vizio di diritto o motivazione del tutto priva dei requisiti minimi. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e, in via equitativa, versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Distinzione fra sequestro impeditivo (comma 1) volto a impedire che la disponibilità del bene aggravi o prolunghi gli effetti del reato e sequestro strumentale alla confisca (comma 2); nel caso di specie il G.I.P. e il riesame hanno legittimamente ritenuto applicabile la fattispecie impeditiva

  • art. 31 DPR n. 380/2001

    Prevede l'acquisizione al patrimonio comunale dell'opera abusiva e dell'area pertinente in caso di inottemperanza all'ingiunzione di demolizione entro novanta giorni; tale previsione comporta l'insussistenza della disponibilità giuridica del bene da parte dell'indagato e quindi la carenza di legittimazione a chiedere il dissequestro

  • art. 44 DPR n. 380/2001

    Norma richiamata in ordine ai reati edilizi contestati all'indagato; il giudice ha considerato la natura degli illeciti rilevante per i rimedi, segnalando che la confisca obbligatoria nei reati edilizi è prevista in modo specifico per lottizzazione abusiva

  • art. 181 d.lgs. n. 42/2004

    Riferimento alla normativa sui beni paesaggistici/culturali; il reato contestato riguarda lavori in zona soggetta a vincolo paesaggistico

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti di impugnabilità in cassazione delle ordinanze in materia di sequestro preventivo o probatorio: il ricorso è ammesso per violazione di legge e per vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi; valutazioni su motivazione/merito nella maggior parte dei casi non sono sindacabili

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'onere delle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in ordine alla valutazione della responsabilità del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità; ha inciso sulla decisione di non aggravare la sanzione per comportamento doloso o gravemente colposo

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione ha emesso un'ingiunzione di demolizione e decorrono i termini che consentono l'acquisizione dell'opera al patrimonio comunale, il soggetto indagato può perdere la legittimazione a chiedere il dissequestro del bene cautelato
  • Va distinta la funzione del sequestro: il sequestro impeditivo (art. 321(1) c.p.p.) è volto a prevenire l'aggravamento o la prosecuzione del reato e può essere adottato anche se è pendente un procedimento amministrativo di sospensione o demolizione, se sussiste un rischio concreto e attuale
  • In cassazione contro provvedimenti di sequestro la sindacabilità è limitata ai vizi di legge e ai difetti motivazionali estremi; contestazioni che attengono alla valutazione concreta del pericolo o alla logica della motivazione sono difficilmente ammissibili
  • La qualificazione del sequestro (impeditivo vs strumentale) deve risultare congruamente motivata, ma la mera citazione di termini come "corpo del reato" non implica automaticamente la strumentalità alla confisca se il giudice motiva l'esigenza impeditiva
  • In situazioni miste penali/amministrative (abusi edilizi), l'esistenza di provvedimenti amministrativi (sospensione, demolizione) non esclude automaticamente la necessità di misure cautelari penali se sussiste un pericolo concreto di aggravamento o prolungamento dell'offesa

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