Cassazione Penale, Sentenza n. 15948/2026 del 04/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per carenza di motivazione, contraddittorietà e manifesta illogicità nonché violazione di legge. Il ricorrente censura l'omesso controllo del giudice sull'esibito permesso in sanatoria prodotto dalla parte resistente e deduce l'esistenza, agli atti della Procura, di documentazione amministrativa da cui emergerebbe un prossimo annullamento in autotutela del permesso in sanatoria. Si rappresenta inoltre che le opere oggetto del condono sarebbero "completamente modificate" e che, secondo la Procura, sussisterebbe la illegittimità delle opere nonostante l'istanza di sanatoria. In ricorso si segnala anche che le opere abusive erano state poi demolite dall'interessato.
La decisione
La Corte dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di interesse, rilevando che lo stesso ricorrente aveva comunicato l'intervenuta demolizione delle opere oggetto dell'ordine di demolizione revocato dal Tribunale. La Corte osserva altresì che la documentazione amministrativa richiamata non risulta depositata o a disposizione del giudice e pertanto non può essere valutata. In motivazione la Corte richiama il consolidato principio giurisprudenziale secondo cui interventi eseguiti in prosecuzione di precedenti illeciti edilizi non possono ritenersi leciti né sanabili se non risultano titoli validi antecedenti o se i lavori sono proseguiti oltre i termini di condono; inoltre la CILA/DIA/SCIA non sono applicabili per opere su manufatti il cui carattere abusivo sia stato accertato con sentenza definitiva e non condonati. P.Q.M. il ricorso viene dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
Principio giurisprudenziale su sanatoria e prosecuzione di illeciti edilizi (Cass. Sez. 3, sentenze citate)
Sez. 3, n. 18199 del 07/04/2005 Rv. 231527; Sez. 3, n. 41079 del 20/09/2011 Rv. 251290; Sez. 3, n. 9130 del 06/07/2000 Rv. 217215; Sez. 3, n. 48026 del 10/10/2019 Rv. 277349
La Corte ha richiamato il principio secondo cui interventi realizzati in prosecuzione di precedenti illeciti edilizi non possono essere ritenuti leciti né sanati salvo che sia intervenuto un titolo valido; tali interventi costituiscono ripresa dell'attività criminosa originaria e possono integrare un nuovo reato
CILA, DIA, SCIA e loro inapplicabilità su immobili abusivi
La CILA (comunicazione inizio lavori asseverata), la DIA e la SCIA non si applicano alle opere eseguite su manufatti il cui carattere originario abusivo sia stato accertato con sentenza definitiva e non risultino oggetto di condono; gli interventi successivi ripetono l'illegittimità del manufatto principale
Giurisprudenza su termini di condono e prosecuzione lavori (Cass. Sez. 3, altre pronunce citate)
Sez. 3, n. 41105 del 12/07/2018 Rv. 274063; Sez. 3, n. 51427 del 16/10/2014 Rv. 261330; Sez. 3, n. 30168 del 24/05/2017 Rv. 270252; Sez. 3, n. 13641 del 15/11/2019 Rv. 278784; Sez. 3, Sentenza n. 2231 del 2022 (non massimata)
Se i lavori edilizi proseguono oltre i termini di realizzazione previsti dalla disciplina del condono senza che il permesso in sanatoria sia stato rilasciato precedentemente, si determina l'illiceità degli interventi e la non concedibilità del condono; inoltre la qualificazione di 'rustico' per scopi di condono richiede il completamento di copertura e tamponamento dei muri perimetrali
Regole procedurali relative al deposito di documenti in sede giurisdizionale
Documentazione amministrativa richiamata in ricorso deve essere effettivamente depositata o resa disponibile al giudice; atti richiamati come presenti presso l'ufficio della Procura ma non depositati non possono essere valutati dal giudice e non costituiscono prova ai fini dell'impugnazione
Massime di principio
- Se l'appello o ricorso riguarda l'annullamento/contestazione di una ordinanza di demolizione ma le opere sono già state demolite, il ricorrente può risultare privo di interesse e il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- Gli atti amministrativi e i permessi in sanatoria su cui si fonda un'impugnazione devono essere effettivamente depositati e messi a disposizione del giudice; il semplice richiamo a documenti 'agli atti' della Procura non sostituisce il deposito in giudizio.
- Interventi effettuati in prosecuzione di precedenti illeciti edilizi non acquisiscono liceità con interventi formali successivi quali CILA, DIA o SCIA se l'origine abusiva è stata accertata definitivamente e non è intervenuto un valido titolo di condono antecedente alla prosecuzione dei lavori.
- La prosecuzione dei lavori dopo la scadenza dei termini previsti per il condono può determinare sia la commissione di un nuovo reato edilizio sia l'impossibilità di ottenere il condono richiesto; occorre valutare la data di riferimento prevista dalla normativa sul condono.
- Per valutare la sanabilità di un manufatto in termini di condono è necessario verificare lo stato di completamento (es. 'rustico' deve avere copertura e tamponamento dei muri perimetrali) e la conformità temporale rispetto ai termini di legge.
- In controversie similari è fondamentale produrre al giudice tutta la documentazione amministrativa rilevante (permessi, provvedimenti di autotutela, istanze di condono e provvedimenti comunali) e dimostrare l'effettivo possesso di titoli anteriori alla prosecuzione dei lavori.
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