Ordinanza n. 688/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, provvedimento rigetto domanda rilascio visto di ingresso in italia per lavoro subordinato
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rilascio del visto d'ingresso in Italia per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui è stata respinta la domanda di rilascio di un visto d'ingresso in Italia per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia. In sede cautelare ha dedotto, anche alla luce delle precisazioni fattuali e giuridiche contenute nel ricorso e della documentazione integrativa prodotta, profili di carenza istruttoria e motivazionale del diniego. Il giudizio cautelare ha inoltre evidenziato la necessità di un colloquio personale con il richiedente nell'ambito del riesame.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai fini del riesame complessivo della domanda di visto. Ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris sotto il profilo della carenza istruttoria e motivazionale, precisando che l'amministrazione non può fondare il provvedimento su una motivazione postuma. Ha ritenuto altresì integrato il periculum in mora in ragione del pregiudizio derivante al ricorrente nelle more della decisione di merito. L'amministrazione dovrà quindi procedere a un riesame complessivo della posizione, previo colloquio con l'interessato e alla luce delle precisazioni e della documentazione integrativa dedotte in giudizio. La decisione sulle spese è stata differita al definitivo; la camera di consiglio per il prosieguo è stata fissata al 28 aprile 2026.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare collegiale è stata esaminata secondo i presupposti delle misure cautelari nel processo amministrativo.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento dei dati personali.
Massime di principio
- In sede cautelare, il giudice amministrativo può ordinare il riesame complessivo di un diniego di visto d'ingresso quando emergano fumus boni iuris per carenza istruttoria e motivazionale e sia necessario acquisire ulteriori elementi mediante un colloquio con il richiedente.
- Il riesame amministrativo deve confrontarsi con le precisazioni fattuali e giuridiche e con la documentazione integrativa rilevanti emerse nel giudizio cautelare, senza fare ricorso a una motivazione postuma per conservare il provvedimento originario.
- La sussistenza di un pregiudizio derivante dal diniego di visto nelle more della decisione di merito integra il periculum in mora richiesto per l'accoglimento della tutela cautelare, quando il giudice ne dia atto in concreto.
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