Cassazione Penale, Sentenza n. 37122/2022 del 30/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la condanna per concorso in furto con strappo. Il primo motivo censura la sussistenza dell'aggravante della "minorata difesa" prevista dall'art. 61, comma 1, n. 5 c.p., sostenendo che il traffico intenso e le condizioni di fatto rendessero possibile il reato ma non costituissero una condizione di ostacolo alla difesa. Il secondo motivo lamenta mancanza di motivazione nella comparazione fra aggravanti e attenuanti, ritenendo non adeguatamente valorizzate la confessione e il risarcimento del danno operati dal ricorrente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza d'appello e la condanna del GIP: pena di due anni e otto mesi di reclusione e multa di seicento euro. È stata ritenuta sussistente l'aggravante della minorata difesa in relazione alle condizioni di traffico intenso, finestrino aperto e calura che hanno concretamente diminuito la possibilità di reazione della vittima; per Chiummiello è stata riconosciuta l'attenuante del risarcimento del danno, ma il giudice di merito ha operato un bilanciamento in equivalenza tra aggravanti e attenuanti che la Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivato. Il ricorrente è stato inoltre condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 599 cod. proc. pen.
norma processuale richiamata quale base procedurale per l'impugnazione avanti alla Corte d'Appello (richiamata nel procedimento di merito e nell'iter impugnatorio)
art. 61, comma 1, n. 5 cod. pen.
disciplinante l'aggravante della 'minorata difesa' per circostanze di tempo, luogo o persona; la Corte ha applicato la relativa giurisprudenza di legittimità richiedendo verifica in concreto della presenza di una situazione oggettiva idonea ad ostacolare la difesa, del relativo effetto concreto e del fatto che l'agente ne abbia profittato
art. 133 cod. pen.
criteri di commisurazione della pena: la Corte d'Appello ha motivato il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti con riferimento alla gravità della condotta e all'intensità del dolo, operazione discrezionale di merito ritenuta non viziata
Sez. U, sent. n. 40275 del 15/07/2021 (Cardellini)
giurisprudenza di legittimità che ha chiarito i caratteri dell'aggravante della minorata difesa: per integrarla il giudice deve accertare (a) l'esistenza di una circostanza astrattamente idonea a creare un ostacolo alla difesa, (b) la produzione in concreto dell'effetto ostacolante e (c) che l'agente ne abbia concretamente profittato; orientamento seguito dalla Corte nel caso di specie
Massime di principio
- L'aggravante della 'minorata difesa' richiede una verifica concreta: non basta l'idoneità astratta della condizione di tempo/luogo/persona, occorre che essa abbia effettivamente ridotto la capacità di difesa della vittima e che l'agente ne abbia approfittato
- Condizioni come traffico intenso e finestrino aperto per calura possono integrare l'aggravante se, valutate nel concreto, hanno creato una situazione di vulnerabilità sfruttata dall'autore del reato
- La confessione e il risarcimento del danno sono attenuanti rilevanti, ma possono essere compensate da aggravanti se il giudice di merito valuta che la gravità oggettiva della condotta lo giustifichi; il bilanciamento è esercizio discrezionale che la Cassazione sindaca solo per vizio di motivazione o arbitrarietà
- Per impugnare efficacemente una valutazione di merito relativa alla 'minorata difesa' è necessario dimostrare l'assenza del requisito concreto (nessun effettivo ostacolo alla difesa) o l'assenza della consapevolezza/approfittamento da parte dell'agente
- Le motivazioni di merito che esplicitano come le circostanze di tempo/luogo hanno inciso sulle possibilità di reazione della vittima sono decisive: ragionamenti generici o tautologici possono essere censurati, mentre argomentazioni circostanziate sono difficilmente overturnabili in Cassazione
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