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Ordinanza

Ordinanza n. 471/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202601526

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di ingiunzione alla demolizione di una veranda o tettoia in legno, oltre agli atti tecnici e ai verbali presupposti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, l’ordinanza comunale di demolizione adottata ai sensi dell’art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001, nella parte relativa alla realizzazione di una veranda o tettoia precaria, aperta su tre lati e adiacente al fabbricato legittimato. Sono stati impugnati anche la relazione tecnica, la nota di precisazione, i verbali di infrazione edilizia della Polizia Municipale e la comunicazione di avvio del procedimento. Dal testo dell’ordinanza cautelare non risultano specificamente indicati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Il ricorrente ha dichiarato di avere presentato, il 23 maggio 2026, una richiesta di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, avente ad oggetto la medesima opera contestata.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ritenendo insussistente il periculum in mora. La pendenza della richiesta di permesso di costruire in sanatoria presentata ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001 comporta, secondo il giudice, l’inefficacia dell’ordine demolitorio; di conseguenza, non sussiste un pericolo attuale che giustifichi la sospensione cautelare dell’ordinanza. Il Collegio non ha quindi definito nel merito la legittimità dell’ordine di demolizione né i motivi di ricorso. Nessuna statuizione sulle spese della fase cautelare, in ragione della mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    «Ordinanza di ingiunzione alla demolizione»

    Costituisce la base normativa dell’ordine comunale di demolizione impugnato; la sua legittimità non è stata esaminata nel merito in sede cautelare.

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    La pendenza della richiesta di permesso di costruire in sanatoria relativa all’opera contestata comporta l’inefficacia dell’ordine demolitorio e fa venir meno il periculum in mora cautelare.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.

Massime di principio

  • La presentazione di una richiesta di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, avente ad oggetto l’opera interessata da un ordine di demolizione, comporta l’inefficacia dell’ordine demolitorio.
  • Quando la pendenza della sanatoria rende inefficace l’ordine di demolizione, viene meno il periculum in mora necessario per ottenere la sospensione cautelare dell’atto, anche se la domanda di annullamento deve ancora essere esaminata nel merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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