Parere n. 1563/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario proposto dalla società Pandolfi Rottami s.r.l. contro il Comune di Pollenza, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente delle Marche, la Provincia di Macerata e la Regione Marche per l’annullamento: - provvedimento di diffida prot. 7257 del 15 aprile 2025 adottato dal Responsabile del Settore B – Ufficio Tecnico Comunale del Comune di Pollenza, avente ad oggetto “Riscontro Vs missiva Prot. n. 16384 del 18/09/2024. Diffida al completamento del progetto operativo degli interventi di bonifica d.lgs. n. 152/2006. Area industriale Pandolfi Rottami s.r.l. ed aree adiacenti”, trasmesso via pec in data 15 aprile 2025; - nonché di ogni altro atto conseguente, presupposto o comunque connesso, anche non conosciuto, incluse le note del Comune di Pollenza prot. 10361 del 4 giugno 2025 e prot. 13743 del 28 luglio 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeImpugnazione del provvedimento comunale di diffida al completamento del progetto operativo degli interventi di bonifica ai sensi del d.lgs. n. 152/2006, relativo all’area industriale della società e alle aree adiacenti, nonché degli atti connessi
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
La società ricorrente ha impugnato il provvedimento di diffida del Comune di Pollenza deducendo, con un unico motivo, la violazione dell’art. 245 del d.lgs. n. 152/2006 e dell’art. 2028 c.c. Nel corso dell’istruttoria è emerso che il Comune di Pollenza, in data 29 settembre 2025, ha proposto rituale e tempestiva opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale. La questione esaminata dalla Sezione riguarda quindi gli effetti dell’opposizione sulla procedibilità del ricorso straordinario.
Il parere
Il Consiglio di Stato ha ritenuto rituale e tempestiva l’opposizione proposta dal Comune di Pollenza e ha dichiarato il ricorso straordinario improcedibile per trasposizione. La Sezione ha precisato che l’opposizione costituisce lo strumento attraverso il quale ciascuna parte può adire il giudice precostituito per legge, poiché il ricorso straordinario, quale rimedio alternativo a quello giurisdizionale, presuppone la concorde volontà di tutte le parti sull’utilizzo del rimedio straordinario. Non sono stati esaminati nel merito il motivo relativo alla violazione dell’art. 245 del d.lgs. n. 152/2006 e il richiamo all’art. 2028 c.c.
Osservazioni
Opposizione e trasposizione del ricorso
L’opposizione del Comune di Pollenza, proposta il 29 settembre 2025 ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, è stata ritenuta rituale e tempestiva; di conseguenza il ricorso straordinario deve essere dichiarato improcedibile per trasposizione in sede giurisdizionale.
Norme richiamate
art. 10 d.P.R. n. 1199/1971
L’opposizione della parte resistente determina la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale, purché sia rituale e tempestiva.
art. 245 d.lgs. n. 152/2006
È stato invocato dalla ricorrente quale parametro di legittimità della diffida, ma il relativo motivo non è stato esaminato nel merito a causa dell’improcedibilità per trasposizione.
art. 2028 c.c.
È stato richiamato dalla ricorrente nell’unico motivo di ricorso, senza che la Sezione ne abbia esaminato l’applicazione concreta.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, l’opposizione rituale e tempestiva proposta da una parte ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971 comporta l’improcedibilità del ricorso per trasposizione in sede giurisdizionale.
- Il ricorso straordinario, in quanto rimedio alternativo a quello giurisdizionale, presuppone la concorde volontà di tutte le parti sull’utilizzo del rimedio straordinario; tale presupposto viene meno quando una parte esercita il diritto di opposizione e chiede la trasposizione.
Impugnazione della diffida comunale in materia di bonifica
Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da una società operante nel settore dei rottami contro il Comune di Pollenza, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente delle Marche, la Provincia di Macerata e la Regione Marche. L’impugnazione aveva ad oggetto una diffida comunale al completamento del progetto operativo degli interventi di bonifica, riferito all’area industriale della società e alle aree adiacenti, nonché gli atti connessi.
Motivo di ricorso
La ricorrente aveva dedotto un unico motivo, rubricato come violazione dell’art. 245 del d.lgs. n. 152/2006 e dell’art. 2028 c.c. Il motivo non è stato esaminato nel merito dalla Sezione.
Opposizione del Comune e richiesta di trasposizione
Nel corso dell’istruttoria il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha riferito che il Comune di Pollenza aveva notificato, il 29 settembre 2025, un atto di opposizione al ricorso straordinario ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, chiedendo la trasposizione della controversia in sede giurisdizionale.
La Sezione ha verificato che l’atto di opposizione risultava effettivamente depositato e lo ha ritenuto rituale e tempestivo.
Principio sull’alternatività del ricorso straordinario
Il Consiglio di Stato ha ribadito che il ricorso straordinario è un rimedio alternativo a quello giurisdizionale e che il suo utilizzo presuppone la concorde volontà di tutte le parti. L’opposizione costituisce lo strumento mediante il quale ciascuna parte può ottenere che la controversia sia devoluta al giudice precostituito per legge.
La Sezione ha richiamato, sul punto, Cons. Stato, sez. III, 25 maggio 2019, n. 3396, e Cons. Stato, sez. I, 18 dicembre 2015, n. 3496.
Esito
Il parere ha concluso per la dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario per trasposizione. La controversia non è stata quindi definita nel merito e le censure relative alla diffida e agli interventi di bonifica restano estranee alla valutazione sostanziale resa nel parere.
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