Sentenza n. 1125/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha preso atto della dichiarazione dell'appellante di sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato improcedibile l'appello. Ne consegue la definitività della sentenza di primo grado, che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza di demolizione. Le spese del giudizio d'appello sono state compensate, in ragione della limitata attività difensiva svolta da entrambe le parti.
Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, sede di Salerno, Sez. II, n. 51 del 2024, che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di demolizione di opere edilizie abusive
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Campania, sede di Salerno, Sez. II, n. 51 del 2024, con la quale era stato respinto il ricorso proposto per l'annullamento dell'ordinanza n. 2292 del 16 settembre 2020, adottata dal Comune di Scafati per la demolizione di opere edilizie abusive. Nel corso del giudizio d'appello, l'appellante ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per improcedibilità.
art. 38 c.p.a.
Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicabili al giudizio.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicabili al giudizio.
Massime di principio
- La dichiarazione dell'appellante di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse e rende definitiva la sentenza impugnata.
- Quando il giudizio d'appello diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare le spese in considerazione della limitata attività difensiva svolta dalle parti.
Come è indicizzato
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