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Sentenza

Sentenza n. 1129/2026 - Lecce, Sezione 3

Giustizia amministrativa202501393

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreti sindacali di conferimento a un altro dipendente dell’incarico di Elevata Qualificazione e delle funzioni dirigenziali relative ai servizi di Polizia Locale, nonché del ruolo di Comandante della Polizia Locale

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato i decreti con i quali il Sindaco del Comune di Crispiano aveva conferito a un altro dipendente, per il periodo dal 1° ottobre al 31 dicembre 2025, l’incarico di Elevata Qualificazione quale responsabile dei servizi dell’Area Polizia Locale, le funzioni dirigenziali ex artt. 107 e 109, comma 2, del d.lgs. 267/2000, la relativa retribuzione di posizione e, con un ulteriore decreto, il ruolo di Comandante della Polizia Locale. Ha dedotto, tra l’altro, la propria titolarità dell’incarico conseguito mediante procedura concorsuale, l’esito positivo delle valutazioni annuali, la lesione del proprio ruolo e delle prerogative funzionali, la necessità di una motivazione rafforzata, il rischio di illegittimità e contenzioso, la violazione dell’art. 7 l. 241/1990 per omesso avviso di avvio del procedimento, dell’art. 3 l. 241/1990 per difetto di motivazione, dell’art. 21-octies l. 241/1990 e dell’art. 2103 c.c. Ha inoltre proposto domanda risarcitoria per euro 20.000,00 o per la diversa somma ritenuta di giustizia. Il Comune e il controinteressato hanno eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che la controversia riguardasse il conferimento di una posizione organizzativa nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a., dichiarando il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario. Il Collegio ha ritenuto che il conferimento dell’incarico di Elevata Qualificazione non costituisca una procedura concorsuale relativa all’assunzione o alla progressione in una diversa area o qualifica, poiché non determina né un mutamento del profilo professionale né un nuovo inquadramento, ma soltanto l’attribuzione temporanea di funzioni di responsabilità e di una retribuzione di posizione aggiuntiva. L’atto è stato quindi qualificato come atto di gestione del rapporto di lavoro già in essere, con conseguente devoluzione della controversia alla giurisdizione del giudice ordinario, anche con riferimento alle funzioni di responsabile dei servizi e di Comandante della Polizia Locale. Il ricorrente è stato autorizzato a riassumere il giudizio davanti al giudice ordinario entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza, ai sensi dell’art. 11 c.p.a. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti, quando la causa può essere decisa in camera di consiglio.

  • art. 63, comma 4, d.lgs. 165/2001

    La controversia sul conferimento di una posizione organizzativa non rientra nelle procedure concorsuali riservate alla giurisdizione amministrativa, poiché l’incarico non comporta mutamento di area o di profilo professionale.

  • art. 109, comma 2, d.lgs. 267/2000

    La disposizione è richiamata quale base del conferimento temporaneo delle funzioni dirigenziali al dipendente responsabile dei servizi.

  • art. 107, commi 2 e 3, d.lgs. 267/2000

    Le funzioni dirigenziali attribuite con l’incarico di Elevata Qualificazione sono state considerate parte dell’assetto temporaneo delle funzioni lavorative, senza novazione dell’inquadramento.

  • art. 11, comma 2, c.p.a.

    In caso di declinatoria della giurisdizione, consente la riassunzione del giudizio davanti al giudice munito di giurisdizione entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza.

Massime di principio

  • Il conferimento di un incarico di Elevata Qualificazione o di posizione organizzativa a un dipendente pubblico non costituisce procedura concorsuale rientrante nella giurisdizione amministrativa quando non determina né un mutamento del profilo professionale né il passaggio a una diversa area o categoria contrattuale.
  • Le controversie relative all’attribuzione, alla durata e alla cessazione di un incarico temporaneo di responsabilità nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, poiché attengono alla gestione del rapporto di lavoro.
  • L’attribuzione temporanea di funzioni dirigenziali e di una retribuzione di posizione aggiuntiva, senza novazione dell’inquadramento del dipendente, integra un atto di gestione del rapporto di lavoro e non un provvedimento amministrativo di organizzazione soggetto alla giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo.
  • Quando il giudice amministrativo declina la giurisdizione in favore del giudice ordinario, la parte può riassumere il giudizio davanti al giudice munito di giurisdizione entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza, ai sensi dell’art. 11 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieDirigenza e incarichiRiparto di giurisdizione nel pubblico impiegoGiurisdizione e riparto
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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