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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29987/2023 del 11/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto il reclamo avverso il diniego di permesso premio ex art. 30-ter Ord. pen.; il ricorrente lamentava violazione di legge (art. 125 c.p.p.) e carenza motivazionale per avere il Tribunale fondato la decisione su una relazione di sintesi datata (4/7/2012), senza valutare gli elementi positivi forniti dalla difesa né richiedere un aggiornamento dell'andamento trattamentale e psicologico del detenuto.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che il Tribunale di Sorveglianza non poteva limitarsi a valutare la situazione ferma alla relazione decennale, ma doveva apprezzare la permanenza della legittimità del provvedimento alla luce delle informazioni e degli elementi documentali e argomentativi prodotti in sede di reclamo e doveva, se necessario, acquisire d'ufficio aggiornamenti ai sensi dell'art. 666, comma 5, c.p.p. e art. 678 c.p.p.. Per carenza di motivazione e per basarsi su elementi non aggiornati la decisione è annullata con rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 30-ter Ordinamento penitenziario

    Norma che disciplina i permessi premio e le condizioni per la concessione; nel caso era il presupposto materiale della istanza del detenuto per ottenere il beneficio

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione al dovere di motivazione del provvedimento impugnato e all'esigenza che il Tribunale motivi adeguatamente la decisione in ordine ai presupposti per la concessione del permesso

  • art. 666, comma 5, cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice la possibilità di acquisire d'ufficio informazioni e documenti rilevanti; la Corte ha richiamato questo potere come strumento che il Tribunale avrebbe dovuto utilizzare per ottenere un aggiornamento dell'andamento trattamentale del detenuto

  • art. 678 cod. proc. pen.

    Richiamato assieme all'art. 666 per delineare le forme procedurali del reclamo e le acquisizioni documentali necessarie al giudice del reclamo per valutare la legittimità del provvedimento impugnato

  • Giurisprudenza: Sez. 1, Sentenza n. 21336 del 22/06/2020 (Rv. 279394 - 01)

    Principio secondo cui il Tribunale di Sorveglianza, nel giudicare un reclamo avverso diniego di permesso premio, deve valutare la permanente legittimità del provvedimento alla luce degli elementi documentali e argomentativi offerti dall'interessato e delle informazioni acquisite, anche d'ufficio

Massime di principio

  • Il giudice del reclamo non può basare la decisione esclusivamente su relazioni datate: deve valutare la permanenza dei presupposti del diniego alla luce di elementi aggiornati
  • Se sono trascorsi periodi significativi dall'ultimo accertamento trattamentale, il Tribunale deve acquisire aggiornamenti (anche d'ufficio ai sensi dell'art. 666 c.p.p.) prima di confermare il diniego
  • La motivazione deve confrontare esplicitamente gli elementi positivi prodotti dalla difesa e quelli negativi: la carenza di tale confronto può determinare l'annullamento del provvedimento
  • Nei casi di detenuti condannati a pene particolarmente gravi (es. ergastolo) è richiesto un approfondimento psicologico/trattamentale aggiornato per valutare l'eventuale ammissione a misure premiali
  • In presenza di istanze istruttorie dalla difesa, il Tribunale deve dar loro seguito o spiegare rigorosamente perché non siano necessarie; l'omissione può costituire vizio motivazionale

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