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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23815/2026 del 26/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso senza esaminarlo nel merito, rilevando come causa preliminare e assorbente la rituale rinuncia all'impugnazione intervenuta in data 17 marzo 2026. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 500 alla Cassa delle ammende, somma determinata equitativamente in ragione della rinuncia.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte d'appello di Salerno, riformando parzialmente la decisione del G.u.p. del Tribunale di Vallo della Lucania, aveva ridotto a sei anni di reclusione la pena inflitta all'imputato per il tentato omicidio della coniuge, commesso il 2 ottobre 2023. In cassazione la difesa aveva dedotto: 1) vizi motivazionali sulla ritenuta non decisività della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale ex art. 603 c.p.p., contestando il mancato conferimento di un nuovo incarico peritale limitato alla relazione del consulente tecnico di parte sopravvenuta dopo il primo grado, e lamentando che la Corte territoriale non avesse adeguatamente considerato la patologia dell'imputato, asseritamente incidente sulla capacità di intendere e di volere; 2) ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. d), c.p.p., la mancata assunzione di una prova decisiva, consistente nella rinnovazione dell'audizione della persona offesa, che secondo la difesa avrebbe chiarito meglio i fatti e il contesto familiare. Tuttavia, prima dell'esame nel merito, il difensore ha depositato atto di rinuncia al ricorso sottoscritto dall'imputato.

Norme richiamate

  • art. 603 c.p.p.

    È invocato dalla difesa come base per chiedere la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello, in particolare mediante nuovo incarico peritale, ma la Corte non entra nel merito perché il ricorso viene travolto dalla rinuncia.

  • art. 606, comma 1, lett. d), c.p.p.

    È richiamato per censurare la mancata assunzione di una prova ritenuta decisiva; anche su questo motivo la Corte non si pronuncia nel merito per effetto della rinuncia.

  • art. 591, comma 1, lett. a), c.p.p.

    La rituale rinuncia al ricorso comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.

  • art. 575 c.p.

    Norma incriminatrice del delitto di omicidio, richiamata insieme all'art. 56 c.p. per il fatto contestato.

  • art. 56 c.p.

    Richiamato in relazione alla forma tentata del delitto contestato.

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    Richiamato solo per l'oscuramento dei dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.

Massime di principio

  • La rinuncia rituale al ricorso per cassazione determina l'inammissibilità dell'impugnazione e preclude ogni esame nel merito delle censure dedotte.
  • Quando l'impugnazione è dichiarata inammissibile per rinuncia, la Corte provvede alle conseguenze economiche previste, compreso il pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende determinata equitativamente.
  • Le doglianze sulla mancata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale o sulla mancata assunzione di prove asseritamente decisive restano assorbite se interviene una causa preliminare di inammissibilità dell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniOmicidio
RamiProcesso penaleDelitti contro la persona
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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