Cassazione Penale, Sentenza n. 27211/2022 del 14/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata ritenendo che i reati siano estinti per morte dell'imputato, come risultante da certificato in atti (richiamando l'art. 150 cod. pen.). Ha inoltre revocato le statuizioni civili delle sentenze di primo e secondo grado. Decisione pronunciata a Roma il 12 gennaio (anno non indicato nel testo).
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La difesa di Giulio Sale ha proposto ricorso per cassazione, articolato in due motivi (non specificati nel testo), avverso la conferma della condanna a 16 anni per omicidio di Andrea Ndoja e reati connessi in materia di armi, nonché avverso le statuizioni civili e la rifusione delle spese giudiziali disposte in primo e secondo grado.
Norme richiamate
art. 150 cod. pen.
La Corte ha ritenuto che la morte dell'imputato estingue il reato; di conseguenza la sentenza penale deve essere annullata senza rinvio e le statuizioni civili pronunciate nel processo penale devono essere revocate.
Massime di principio
- La morte dell'imputato estingue il reato: se documentata in atti, la Cassazione annulla senza rinvio le sentenze penali già emesse.
- Le statuizioni civili contenute in una sentenza penale vengono revocate quando il reato si estingue per morte dell'imputato; tuttavia i danneggiati possono comunque agire separatamente in sede civile per ottenere il risarcimento.
- È opportuno inserire in fascicolo il certificato di morte: la sua presenza è condizione per la dichiarazione di estinzione del reato e per la pronuncia di annullamento senza rinvio.
- Il procuratore generale o le parti possono chiedere al giudice il riconoscimento dell'estinzione del reato in sede di cassazione; il procedimento di impugnazione resta idoneo a far dichiarare tale estinzione anche se l'imputato è deceduto.
- La revoca delle statuizioni civili in sede penale non preclude né cancella eventuali azioni civili autonome promosse dai creditori o dai congiunti della vittima.
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