Cassazione Penale, Sentenza n. 45352/2023 del 10/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che aveva revocato la sanzione sostitutiva della libertà controllata (disposta con sentenza del G.U.P. del 24/11/2016, irrevocabile il 24/04/2018) e l'aveva convertita nella pena detentiva di mesi 10 in conseguenza di una condanna per un nuovo reato commesso il 6/9/2017. La difesa sostiene che il nuovo reato è stato commesso prima del passaggio in giudicato della sentenza di sostituzione, per cui non poteva operare la revoca ex art. 72 L. 24/11/1981 n. 689; il ricorrente invoca un'interpretazione restrittiva della norma, favorevole al reo. Il Procuratore generale chiedeva invece l'inammissibilità, sostenendo che rilevi solo la commissione del nuovo reato dopo la sostituzione, non il passaggio in giudicato.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha affermato che l'art. 72 L. n. 689/1981 richiede che la condanna a pena detentiva sia intervenuta e sia passata in giudicato prima della commissione del nuovo fatto affinché possa operare la revoca della sanzione sostitutiva; in applicazione del principio di personalità della responsabilità penale (art. 27 Cost.), il reo deve essere, al momento del nuovo fatto, in grado di conoscere le conseguenze penali della precedente condanna. Nel caso di specie la sentenza di sostituzione, pur emessa nel 2016, è divenuta irrevocabile nel 2018, mentre il nuovo fatto è stato commesso nel 2017, quindi anteriormente al passaggio in giudicato, e non poteva legittimare la revoca. Perciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha trasmesso gli atti al Procuratore Generale presso la Corte d'appello di Genova per quanto di competenza.
Norme richiamate
Legge 24 novembre 1981 n. 689, art. 72
se sopravviene [...] la condanna a pena detentiva per un fatto commesso successivamente alla sostituzione della pena, questa viene revocata per la parte non ancora eseguita e convertita a norma dell'art. 6
L'art. 72 consente la revoca della sanzione sostitutiva solo se la condanna a pena detentiva fa riferimento a un fatto commesso successivamente alla sostituzione "e" la condanna è già divenuta definitiva prima della commissione del nuovo fatto; quindi è necessario il passaggio in giudicato della sentenza che dispone la sostituzione perché la revoca possa operare.
Legge 24 novembre 1981 n. 689, art. 6
L'art. 6 disciplina la conversione delle sanzioni sostitutive in pena detentiva; è richiamato dall'art. 72 per la conversione della parte non ancora eseguita.
Costituzione, art. 27
Principio di personalità della responsabilità penale: la decisione applica questo principio per affermare che il soggetto, al momento del nuovo reato, deve poter conoscere le conseguenze penali derivanti dalla precedente condanna, il che giustifica l'esigenza del passaggio in giudicato.
Massime di principio
- Per valutare la revoca di una sanzione sostitutiva ex art. 72 L. 689/1981 è fondamentale confrontare tre date: data della pronuncia che ha disposto la sostituzione, data del passaggio in giudicato di quella pronuncia e data di commissione del nuovo reato; la revoca può operare solo se il nuovo reato è successivo al passaggio in giudicato.
- La semplice emissione di una sentenza che dispone la sostituzione non è sufficiente: occorre l'irrevocabilità (passaggio in giudicato) perché il reo possa essere considerato informato e soggetto alle conseguenze della condanna.
- In caso di discordanza sulle date, la parte che invoca la revoca deve provare che il nuovo fatto sia successivo al passaggio in giudicato; viceversa il ricorso per eccessiva applicazione di art. 72 ha buone possibilità di successo.
- Il principio di personalità della responsabilità penale (art. 27 Cost.) giustifica un'interpretazione restrittiva delle disposizioni sfavorevoli al reo: le norme che aggravano la posizione dell'imputato devono essere applicate solo quando siano incontrovertibili i presupposti temporali richiesti.
- Nel processo difensivo è cruciale documentare con precisione le date di sentenza, di passaggio in giudicato e degli eventi contestati; le difese basate su errori temporali nella valutazione della irrevocabilità hanno solide basi giuridiche.
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