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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27750/2026 del 23/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo, limitato alla dosimetria della pena, fosse formulato in modo generico e non autosufficiente sul piano argomentativo, con conseguente applicazione delle conseguenze previste dall'art. 616 c.p.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Genova del 18/09/2025. L'unico motivo dedotto riguardava la quantificazione della pena, ma la Corte di cassazione lo ha ritenuto del tutto generico, privo della puntuale enunciazione delle ragioni di diritto poste a fondamento della censura e privo di congrui riferimenti alla motivazione della decisione impugnata. Dal testo non emergono i fatti materiali del processo né il reato contestato.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce previste dalla norma, cioè le conseguenze processuali e patrimoniali ivi stabilite.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione che investe la quantificazione della pena deve essere specifico, puntuale e corredato da concreti riferimenti alla motivazione della sentenza impugnata; la mera genericità della censura ne comporta l'inammissibilità.
  • L'assenza di una critica argomentata alla motivazione del provvedimento impugnato, soprattutto quando si contesti il trattamento sanzionatorio, non consente alla Corte di cassazione un controllo effettivo sulla decisione e determina l'inammissibilità del ricorso.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta l'applicazione delle conseguenze previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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