Sentenza del 29/05/2015 n. 1250 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia
ACCERTAMENTO - Sintetico - Redditometro - Immobile concesso ai parenti - Spese di manutenzione - Mancata dimostrazione degli esborsi da parte degli utilizzatori - Legittimità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stata riconosciuta la legittimità dell'accertamento sintetico. La mera dichiarazione che l'immobile fosse utilizzato o mantenuto dai genitori non è stata considerata sufficiente: occorreva dimostrare concretamente, mediante ricevute, bonifici o altra documentazione, che le spese fossero effettivamente sostenute dagli utilizzatori e non dal proprietario-contribuente.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente contestava l'attribuzione, ai fini del redditometro, del valore reddituale collegato a una seconda abitazione e alle relative spese di mantenimento, sostenendo che l'immobile era nella disponibilità dei genitori e che fossero questi ultimi a sostenere le utenze e gli altri costi. La contestazione non è stata ritenuta provata, poiché non è stata prodotta documentazione idonea a dimostrare l'effettivo pagamento, da parte dei parenti, dei consumi di energia elettrica, acqua e gas.
Massime di principio
- Nel redditometro, la disponibilità di una seconda abitazione può costituire un elemento presuntivo di capacità contributiva, anche quando l'immobile è concesso a parenti.
- La semplice affermazione che le spese siano state sostenute da familiari o altri utilizzatori non è sufficiente a superare la presunzione dell'Amministrazione finanziaria.
- Per contestare efficacemente l'imputazione delle spese al contribuente è necessario fornire prove documentali specifiche dei pagamenti effettuati dagli effettivi utilizzatori, come fatture, ricevute, estratti conto o bonifici.
- La disponibilità formale o sostanziale dell'immobile e la mancanza di prova contraria possono consentire di imputare al proprietario anche le spese ordinarie di utenza e mantenimento.
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