Cassazione Penale, Sentenza n. 15036/2026 del 27/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 19/11/2025 che dichiarava inammissibile il suo ricorso avverso la pronunzia della Corte d'appello di Milano (12/06/2025) che aveva confermato la condanna per lesioni personali aggravate (fatto del 04/09/2021). Lamentava violazione di legge e vizio di motivazione per non avere la Corte di legittimità tenuto conto della remissione di querela intervenuta dopo il deposito della decisione di appello e per non avere escluso le aggravanti del nesso teleologico e del numero dei concorrenti, sostenendo che tali aggravanti erano fondate su errore di fatto e valutazione incongrua delle emergenze processuali.
La decisione
Il giudice ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario proposto ex art. 625-bis c.p.p., ritenendolo manifestamente infondato. In particolare è stato rilevato che il ricorso era diretto contro un'ordinanza la cui motivazione non è stata depositata, per cui le censure formulate risultavano ipotetiche e non attivavano i poteri di cui all'art. 625-bis. È stato richiamato il principio di intangibilità del giudicato e la natura eccezionale del rimedio straordinario, limitato ai casi espressamente disciplinati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. È disposto, in caso di diffusione, di omettere le generalità ai sensi dell'art. 52 d.lgs. 196/2003. Decreto del 02/04/2026.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Disciplina il ricorso straordinario contro le ordinanze della Corte di cassazione; il rimedio è eccezionale e di portata limitata, non consentendo sindacato su pronunce senza motivazione depositata e non autorizzando censure meramente ipotetiche.
art. 6, comma 6, legge 19 aprile 2001, n. 128
Norma che ha introdotto/modificato l'art. 625-bis c.p.p.; richiamata per spiegare l'origine dei canoni interpretativi applicati al ricorso straordinario.
art. 395, comma 5, cod. proc. civ.
Richiamato per analogia rispetto ai limiti della revocazione civile; contribuisce al principio secondo cui i rimedi che derogano all'intangibilità del giudicato devono essere interpretati restrittivamente.
art. 14 delle disposizioni sulla legge in generale
Richiama il principio che le disposizioni eccezionali non possono essere applicate oltre i casi espressamente previsti, quindi limitando l'ambito del ricorso straordinario.
Corte costituzionale, sent. n. 294 del 1995
Citata per il principio dell'interesse alla certezza delle situazioni giuridiche e dell'intangibilità degli accertamenti definitivi trasfusi nella motivazione della sentenza.
art. 52 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Norma sulla protezione dei dati personali; impone l'omissione delle generalità e altri dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.
Massime di principio
- Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è rimedio eccezionale e va interpretato restrittivamente: può operare solo nei casi espressamente previsti dalla norma.
- Non è ammissibile un ricorso fondato su censure ipotetiche contro una decisione della Cassazione la cui motivazione non è stata depositata; bisogna attendere la motivazione per formulare censure concreti e attivabili.
- Questioni di fatto (es. errore sulla valutazione delle emergenze processuali o sull'esistenza di aggravanti) difficilmente sono sindacabili con il rimedio straordinario quando non emergano vizi giuridici riconoscibili e tipizzati dalla norma.
- La remissione di querela intervenuta dopo il deposito della decisione di appello può non incidere automaticamente sulla giudicabilità dell'impugnazione in Cassazione; occorre valutare la tempestività e la rilevanza rispetto al momento decisivo e alla motivazione della sentenza impugnata.
- L'interposizione di ricorsi manifestamente infondati può comportare l'addebito delle spese e sanzioni pecuniarie (es. somma a favore della Cassa delle ammende).
- Prassi consigliata: prima di proporre ricorsi straordinari contro ordinanze di Cassazione, verificare l'effettivo deposito della motivazione e formulare censure precise, non ipotetiche, ancorate a viole normative concrete.
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