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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39996/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il resistente aveva chiesto la rescissione del giudicato sostenendo di non aver avuto conoscenza del contenuto della sentenza resa in sua assenza e di aver preso visione della "sentenza-documento" solo il 20/01/2023; la Corte d'appello aveva ritenuto tempestiva l'istanza presentata il 24/01/2023. Il Procuratore generale impugnava l'ordinanza sostenendo che, ai fini dell'art. 629-bis cod. proc. pen., la "conoscenza della sentenza" significa la conoscenza dell'esistenza e dei dati identificativi del provvedimento (autorità giudiziaria, numero e data) e non la mera disponibilità del testo motivato; nel caso specifico, la conoscenza era avvenuta già con la notificazione dell'ordine di esecuzione (aprile 2022 e nuovamente il 16/12/2022), per cui la richiesta del 24/01/2023 era fuori termine.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico ministero, ritenendo che la conoscenza della sentenza vada intesa come cognizione dell'esistenza e dei dati identificativi del provvedimento, e che il termine per proporre la rescissione (30 giorni) decorre da quella conoscenza. Avendo la documentazione dimostrato la conoscenza della sentenza in data anteriore (notifica dell'ordine di esecuzione), la richiesta del 24/01/2023 era intempestiva. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e il giudicato è tornato pienamente efficace anche ai fini dell'esecuzione.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    "1. Fuori dei casi disciplinati dall'articolo 628-bis, il condannato o la persona sottoposta a misura di sicurezza con sentenza passata in giudicato nei cui confronti si sia proceduto in assenza può ottenere la rescissione del giudicato qualora provi che sia stato dichiarato assente in mancanza dei presupposti previsti dall'articolo 420-bis, e che non abbia potuto proporre impugnazione della sentenza nei termini senza sua colpa, salvo risulti che abbia avuto effettiva conoscenza della pendenza del processo prima della pronuncia della sentenza. 2. La richiesta è presentata alla corte di appello nel cui distretto ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento, a pena di inammissibilità, personalmente dall'interessato o da un difensore munito di procura speciale entro trenta giorni dal momento dell'avvenuta conoscenza della sentenza."

    La Corte interpreta "conoscenza della sentenza" come conoscenza dell'esistenza e dei dati identificativi del provvedimento (autorità giudiziaria, numero, data) e non come mera disponibilità del testo motivato; il termine perentorio di 30 giorni decorre da tale conoscenza.

  • art. 37, comma 1, D.L.vo 10/10/2022 n.150 (novella)

    novellato il testo dell'art. 629-bis per riferirsi alla "conoscenza della sentenza e non più del mero procedimento"

    La modifica normativa conferma l'intento di far decorrere il termine dalla conoscenza dell'esistenza della sentenza, non dalla sola conoscenza dell'esistenza del procedimento.

  • art. 420-bis cod. proc. pen. e art. 628-bis cod. proc. pen.

    Richiamate come presupposti/limiti della rescissione del giudicato: l'eventuale declaratoria di assenza deve rispettare i presupposti dell'art. 420-bis e i casi esclusi dall'art. 628-bis.

Massime di principio

  • Ai fini della rescissione del giudicato per processo celebrato in assenza, la "conoscenza della sentenza" significa la conoscenza dell'esistenza e dei dati identificativi del provvedimento (autorità giudiziaria, numero e data), non la sola disponibilità del testo motivato.
  • Il termine per proporre la richiesta di rescissione è perentorio e di 30 giorni: decorre dal momento in cui l'interessato ha avuto conoscenza dell'esistenza della sentenza.
  • Sull'istante grava l'onere di allegare e dimostrare le circostanze fattuali da cui risulti la data di conoscenza; documenti come la notificazione dell'ordine di esecuzione o altra comunicazione sono rilevanti per stabilire il dies a quo.
  • La mera visione successiva del "documento-sentenza" non interrompe o sospende i termini se la conoscenza dell'esistenza della sentenza era già intervenuta anteriormente.
  • La richiesta deve essere presentata personalmente o tramite difensore con procura speciale, a pena di inammissibilità; occorre quindi cura formale oltre che sostanziale nella raccolta delle prove della conoscenza.

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