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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32485/2024 del 09/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari ai sensi dell'art. 275, comma 4, c.p.p.; il ricorrente denunciava violazione di quella norma e carenza di motivazione in quanto il Tribunale non avrebbe considerato la presunzione di ridotta pericolosità connessa alla sua età ultrasettantenne, avrebbe valutato in modo inadeguato l'eccezionalità delle esigenze cautelari basandosi solo sulle contestazioni pendenti, non avrebbe motivato l'inadeguatezza degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e avrebbe interpretato erroneamente le condizioni di salute non come elemento favorevole alla ridotta pericolosità ma come incompatibilità con il carcere.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto legittima la conferma della custodia carceraria in considerazione del grave ruolo apicale attribuito al Mandaglio (reggente della 'ndrina di Giffone), della sua condanna definitiva e della dote della "Santa", nonché della prosecuzione delle condotte criminose anche dopo la carcerazione cautelare. La Corte ha ritenuto applicabile la doppia presunzione cautelare che giustifica il mantenimento della massima misura nonostante l'età avanzata e ha considerato irrilevanti, rispetto al giudizio cautelare, le condizioni di salute dichiarate. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende; sono stati inoltre disposti gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 275, comma 4, cod. proc. pen.

    La norma consente la custodia in carcere per esigenze di eccezionale rilevanza; la Corte ha ritenuto che, malgrado l'anzianità, le esigenze cautelari eccezionali persistono nei confronti di chi riveste ruolo apicale in un'associazione mafiosa

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma che definisce l'associazione di tipo mafioso; la Corte ha valorizzato la gravità delle contestazioni e il ruolo di vertice nel gruppo (reggente della 'ndrina) quale elemento che rafforza la necessità della custodia cautelare

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma regolamentare sugli adempimenti successivi alla decisione; la Corte ha ordinato gli adempimenti previsti a seguito della pronuncia

  • precedente giurisprudenziale: Sez. 6, n. 19848 del 28/03/2023 (Cuttone)

    Richiamato come principio secondo cui anche soggetto ultrasettantenne che abbia ruolo apicale in un'associazione mafiosa può essere sottoposto a custodia cautelare per esigenze di eccezionale rilevanza

Massime di principio

  • L'età avanzata (ultrasettantenne) non determina automaticamente la sostituzione della custodia in carcere: il giudice valuta anche il ruolo personale e la pericolosità concreta dell'indagato; se è riconosciuto un ruolo apicale in una organizzazione mafiosa la presunzione cautelare di pericolosità può prevalere sull'attenuazione per età
  • Per ottenere gli arresti domiciliari non basta l'età: la difesa deve dimostrare 'segni di resipiscenza' o cambiamento concreto della condotta, l'assenza di potere di influenza sul gruppo e l'inefficacia della permanenza in carcere rispetto alle esigenze cautelari
  • Le condizioni di salute possono concorrere alla valutazione ma non prevalgono se il quadro complessivo indica che permangono esigenze cautelari eccezionali; è quindi opportuno fornire documentazione clinica dettagliata che dimostri incompatibilità effettiva con il regime carcerario
  • Se si propongono misure alternative (arresti domiciliari con braccialetto elettronico) il giudice deve valutare e motivare specificamente la loro insufficienza rispetto alle esigenze cautelari: la difesa dovrebbe presentare piani concreti e misure tecniche idonee a neutralizzare i rischi contestati
  • La decisione deve essere adeguatamente motivata; in cassazione la carenza di motivazione può essere un motivo di successo solo se si dimostra che il giudice ha omesso di considerare elementi decisivi o abbia dato valutazioni illogiche o contraddittorie
  • In presenza di contestazioni per associazione mafiosa e di pregressa condanna per gli stessi reati, la soglia probatoria richiesta per giustificare la custodia cautelare tende a mantenersi alta e la difesa deve circostanziare in modo persuasivo le nuove circostanze che giustificano l'attenuazione della misura

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