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Sentenza

Sentenza n. 2248/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601114

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Palermo, Sezione Lavoro, che riconosceva il diritto all’assegnazione della Carta del Docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 ss. c.p.a., deducendo l’inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Palermo, Sezione Lavoro, notificata all’Amministrazione e passata in giudicato per mancata impugnazione. Ha chiesto la condanna del Ministero all’esatta e integrale esecuzione del titolo, mediante assegnazione della Carta del Docente con le relative funzionalità e accredito dell’importo di € 1.000,00, oltre interessi legali, in relazione ai contratti a tempo determinato stipulati negli anni scolastici 2019/2020 e 2021/2022. Ha inoltre chiesto, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un Commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accertato la sussistenza dei presupposti per l’ottemperanza, in particolare la mancata impugnazione e il passaggio in giudicato della sentenza azionata, nonché il decorso del termine previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997. Ha accolto il ricorso e ordinato al Ministero di dare puntuale e completa esecuzione al titolo entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha nominato, per l’eventuale ulteriore inerzia, quale Commissario ad acta il Responsabile pro tempore della DGOSV del Ministero, con facoltà di delega, stabilendo che l’incarico sia svolto senza compenso poiché rientrante nell’onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. Il giudice ha precisato che l’incarico di ausiliario è obbligatorio e non può essere rifiutato né ostacolato da disposizioni interne dell’Amministrazione; ha inoltre indicato le modalità telematiche di deposito degli atti del Commissario tramite il PAT. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in € 189,00, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Costituiscono la base normativa dell’azione di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del giudicato e dei provvedimenti esecutivi.

  • art. 114 c.p.a.

    È applicabile quando sussistono un titolo esecutivo non adempiuto, il suo passaggio in giudicato e gli ulteriori presupposti processuali; consente al giudice di ordinare l’esecuzione e nominare un Commissario ad acta.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Il decorso del termine previsto per l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie delle pubbliche amministrazioni costituisce, nel caso concreto, uno dei presupposti per promuovere l’ottemperanza.

  • art. 5-sexies, comma 8, l. 89/2001

    può essere applicata per analogia anche alle altre condanne al pagamento di somme di denaro

    La regola sull’assenza di compenso per il Commissario ad acta, prevista per le ottemperanze relative ai decreti emessi ai sensi della legge Pinto, può essere applicata analogicamente alle altre condanne pecuniarie quando il Commissario sia un dirigente dell’Amministrazione resistente.

  • art. 1, comma 777, lett. l), l. 208/2015

    È richiamato quale disposizione che ha previsto la disciplina dell’art. 5-sexies, comma 8, l. 89/2001, applicata analogicamente dal giudice.

  • artt. 2, 5, 6 e 8 d.P.C.M. 28 novembre 2016

    Disciplinano la Carta del Docente, le sue modalità e funzionalità, oggetto dell’obbligo di esecuzione imposto all’Amministrazione.

Massime di principio

  • Quando un titolo giudiziale passato in giudicato non viene eseguito dalla pubblica amministrazione e sono decorsi i termini previsti per l’adempimento delle obbligazioni pecuniarie pubbliche, il giudice dell’ottemperanza può ordinare all’Amministrazione di provvedere entro un termine assegnato e nominare un Commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inerzia.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la nomina del Commissario ad acta può essere disposta anche individuando un dirigente dell’Amministrazione inadempiente, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario della medesima struttura dotato di adeguata competenza.
  • L’incarico di Commissario ad acta conferito a un dirigente dell’Amministrazione resistente costituisce un munus obbligatorio, non rifiutabile né ostacolabile da disposizioni interne dell’amministrazione di appartenenza.
  • Quando il Commissario ad acta è individuato in un dirigente dell’Amministrazione resistente, l’incarico può essere svolto senza compenso, rientrando nell’onnicomprensività della retribuzione dirigenziale; tale soluzione può essere applicata analogicamente anche alle ottemperanze relative a condanne pecuniarie diverse da quelle soggette alla legge Pinto.
  • Il Commissario ad acta deve depositare gli atti e i documenti esclusivamente mediante il Processo amministrativo telematico, utilizzando l’apposito modulo per gli ausiliari del giudice, debitamente compilato e firmato digitalmente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereEfficacia ed esecutorietàOnere della prova e principio dispositivo

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