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Ordinanza

Ordinanza n. 84/2026 - Pescara, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) della delibera della Giunta Comunale n. 55 del 30.03.2026, pubblicata in data 09.04.2026, solo di recente conosciuta, avente ad oggetto l'approvazione del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) triennio 2026-2028, che del pari s’impugna nella parte in cui elimina/sopprime dalla programmazione del fabbisogno di personale i n. 2 posti a tempo indeterminato e pieno di categoria D (ora Area Funzionari ed Elevata Qualificazione), profilo professionale “Istruttore Direttivo Amministrativo Contabile”, per la cui copertura era stata indetta, espletata e conclusa la relativa procedura concorsuale e proclamato vincitore, in uno alla dott.ssa Margherita Giambuzzi, l’odierno ricorrente; b) di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuto, ivi compresa la sezione 3.3 del PIAO 2026 relativa alla programmazione del fabbisogno di personale e ai relativi tetti di spesa.

Giustizia amministrativa202600206

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - Pescara, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Delibera della Giunta comunale di approvazione del PIAO 2026-2028, nella parte in cui sopprime dalla programmazione del fabbisogno i due posti già messi a concorso e destinati ai vincitori

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (vincitore di concorso)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, vincitore di una procedura concorsuale già espletata e conclusa per due posti a tempo indeterminato e pieno di categoria D, oggi Area Funzionari ed Elevata Qualificazione, ha impugnato la delibera della Giunta comunale che, mediante il PIAO 2026-2028 e la relativa programmazione del fabbisogno di personale, ha soppresso le posizioni e impedito la costituzione del rapporto di lavoro. È stata dedotta l'illegittimità della scelta amministrativa di non procedere all'assunzione, nonostante la graduatoria approvata e la posizione giuridica consolidata dei vincitori. In sede cautelare, il Comune ha prospettato i limiti di stanziamento fissati dal Consiglio comunale; il TAR ha rilevato che non era stata dimostrata in modo univoco la stretta conseguenzialità tra tali limiti e la soppressione dei posti, né la manifesta necessità di impugnare anche la delibera consiliare.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente la propria giurisdizione e competenza e ha escluso, allo stato degli atti, la manifesta inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione della delibera del Consiglio comunale, non essendo stata dimostrata l'univoca vincolatività dei relativi limiti di bilancio rispetto alla scelta della Giunta. Ha affermato che, dopo l'approvazione della graduatoria, il diritto dei vincitori all'assunzione è un diritto soggettivo e impone all'amministrazione di adempiere, salvo che la lex specialis preveda una condizione potestativa espressa oppure sopravvengano situazioni oggettive o un factum principis che rendano impossibile l'assunzione. Resta inoltre possibile una rideterminazione per sopravvenute ragioni di interesse pubblico mediante autotutela; quando, però, l'amministrazione esercita un potere di macro-organizzazione degli uffici, la posizione coinvolta assume natura di interesse legittimo e sussiste la giurisdizione amministrativa. Nella valutazione cautelare il Comune non ha dimostrato adeguatamente l'univoca e assoluta necessità, né la proporzionalità, della soppressione proprio dei posti già assegnati ai vincitori. Il TAR ha quindi accolto la domanda cautelare e sospeso l'efficacia degli atti impugnati nella parte in cui impediscono la costituzione del rapporto di lavoro in favore del ricorrente. Spese compensate e ulteriore trattazione fissata alla prima udienza pubblica del luglio 2027.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il TAR ha accolto la domanda sospendendo parzialmente l'efficacia degli atti impugnati.

  • art. 97 Cost.

    I principi di buon andamento dell'amministrazione impediscono, secondo il ragionamento cautelare, che scelte finanziarie successive consentano di sottrarsi unilateralmente a obbligazioni già definitivamente sorte.

Massime di principio

  • Dopo l'approvazione della graduatoria, il vincitore di un concorso pubblico vanta un vero e proprio diritto soggettivo all'assunzione e l'amministrazione è obbligata a procedere alla costituzione del rapporto di lavoro.
  • L'obbligo di assunzione del vincitore può essere disatteso soltanto se la lex specialis contiene un'espressa condizione potestativa oppure se sopravvengono situazioni oggettive o un factum principis che rendano impossibile l'adempimento.
  • L'amministrazione può rideterminarsi per sopravvenute ragioni di interesse pubblico mediante l'esercizio dell'autotutela; la mera successiva preferenza politico-amministrativa o contabile per una diversa programmazione finanziaria non è, di per sé, sufficiente a cancellare un'obbligazione definitiva all'assunzione.
  • Quando la soppressione di posti già destinati a vincitori di concorso è adottata nell'esercizio di un potere di macro-organizzazione degli uffici, la posizione del privato è tutelata come interesse legittimo e la controversia rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.
  • In sede cautelare, la soppressione di posti già assegnati a vincitori di concorso richiede una dimostrazione adeguata dell'assoluta necessità e della proporzionalità della scelta, con specifica considerazione della situazione giuridica consolidata dei vincitori.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciRiordino e organizzazione della PATutela cautelare
RamiPubblico impiego e concorsiEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
SottomaterieGraduatorie e scorrimento
IstitutiTutela cautelareLegittimo affidamentoProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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