Cassazione Penale, Sentenza n. 29482/2025 del 13/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava la sentenza di condanna per omicidio stradale (art. 589-bis c.p.) e la violazione dell'art. 191 c.d.s. Il difensore deduceva travisamento delle risultanze probatorie e vizio di motivazione rispetto alla ricostruzione della dinamica del sinistro: posizione del veicolo al momento dell'impatto (cofano anteriore vs specchietto), distanza del pedone dal marciapiede (tre metri contestati), carattere rettilineo della strada e scarsa visibilità; sosteneva inoltre errata applicazione della legge penale per insufficiente analisi della concreta valutazione del rischio e per l'assenza di colpa dell'imputato, il quale avrebbe proceduto a bassa velocità e l'investimento sarebbe stato causato da comportamento imprevedibile del pedone. Sono stati invocati anche presunti vizi procedurali relativi agli artt. 292 comma 2, 309 comma 9 e 125 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure sollevate attengano a valutazioni di merito sulla dinamica del sinistro e alla diversa interpretazione delle prove, profili sottratti al sindacato di legittimità se sorretti da motivazione congrua dei giudici di merito. La Corte ha confermato che la doppia conforme (sentenza di primo grado e sentenza di appello) forma un unico corpo argomentativo adeguatamente motivato, e che non sussistono macroscopici vizi logici tali da giustificare la rinnovazione del giudizio in Cassazione. Conseguentemente la sentenza di condanna per omicidio stradale è rimasta confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 191 codice della strada
Imposto l'obbligo per il conducente di arrestare e dare la precedenza al pedone che sta attraversando; la Corte ha ritenuto sussistente la violazione dato che la presenza del pedone sulle strisce era prevedibile e l'evento evitabile con maggiore attenzione e tempestivo arresto.
art. 589-bis codice penale (omicidio stradale)
Norma che incrimina la morte causata dalla guida; la Corte ha ritenuto configurata la fattispecie colposa in capo all'imputato in ragione della condotta imprudente/negligente rispetto alle regole della circolazione.
art. 616 codice di procedura penale
Previsione che consente alla Corte di imporre una somma alla Cassa delle ammende per ricorsi ritenuti infondati o inammissibili; applicata per condannare il ricorrente a pagare euro tremila.
artt. 292 comma 2, 309 comma 9 e 125 codice di procedura penale
Disposizioni richiamate dalla difesa in relazione a presunti vizi procedurali e di travisamento della prova; la Corte ha ritenuto tali doglianze riconducibili a valutazioni di fatto e quindi inammissibili in sede di legittimità.
Principio giurisprudenziale sul sindacato limitato della Cassazione (giurisprudenza costante)
La Corte ha richiamato il principio per cui la Cassazione non può rivedere la ricostruzione fattuale del giudice di merito salvo macroscopici vizi logico-motivazionali; inoltre, la doppia conforme forma un unico complesso argomentativo valutabile unitariamente.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ottenere l'annullamento per mera divergenza di ricostruzione dei fatti: è necessario dimostrare macroscopici vizi di logica o di motivazione.
- Quando vi è doppia conforme (prima e secondo grado coincidono nella ricostruzione), il giudizio di legittimità esamina il complesso argomentativo unito e richiede profili di illogicità manifeste per ammettere il riesame.
- Nel caso di investimento di pedone su attraversamento pedonale, la prevedibilità della presenza del pedone e la prossimità dell'attraversamento aumentano l'obbligo di prudenza del conducente; scarsa visibilità non esonera automaticamente il conducente, anzi incrementa il suo dovere di moderare la velocità e fermarsi.
- Per contestare efficacemente una condanna per omicidio stradale bisogna proporre elementi che dimostrino l'imprevedibilità assoluta e anomala del comportamento del pedone o l'esistenza di macroscopiche contraddizioni nella motivazione dei giudici di merito.
- Ricorsi ritenuti meramente riformulazioni alternative della dinamica dei fatti possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e sanzione ex art. 616 c.p.p.
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