Sentenza n. 5247/2026 - Napoli, Sezione 6
per la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno avanzata dal ricorrente in data 23.05.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio/inadempimento sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata il 23 maggio 2025
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva presentato domanda di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale il 23 maggio 2025, seguita da istanze di accesso agli atti e da solleciti alla definizione del procedimento. Dopo il preavviso di rigetto comunicato il 27 ottobre 2025 e le deduzioni del ricorrente, quest'ultimo ha agito ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio e l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere positivamente il procedimento. Il Ministero dell'Interno si è costituito depositando il provvedimento del 7 gennaio 2026, con cui era stata negata l'istanza di primo rilascio del permesso di soggiorno. Il ricorso è stato notificato e depositato il 26 febbraio 2026.
La decisione
Il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso perché, già prima della proposizione della domanda giudiziale, il procedimento amministrativo si era concluso con il diniego del permesso di soggiorno del 7 gennaio 2026. Nel giudizio avverso il silenzio, l'interesse tutelato consiste nell'ottenere una manifestazione espressa della volontà amministrativa, indipendentemente dal suo contenuto favorevole o sfavorevole. L'adozione del provvedimento finale fa quindi venir meno il presupposto ontologico del silenzio e la correlata condizione dell'azione, determinando la carenza originaria di interesse e l'inammissibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a. Il TAR ha inoltre respinto l'istanza di ammissione al gratuito patrocinio. Le spese di lite sono state compensate per le peculiarità della controversia.
Norme richiamate
art. 10-bis l. 241/1990
Disciplina il preavviso di rigetto comunicato al richiedente nel corso del procedimento.
art. 2 l. 241/1990
Impone all'amministrazione l'obbligo di concludere il procedimento mediante un provvedimento espresso entro i termini previsti.
art. 31 c.p.a.
Rileva per l'azione avverso il silenzio; il comma 3 fa salva la possibilità di pronunciare sulla fondatezza della pretesa nei limiti previsti dalla norma.
art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a.
L'assenza originaria della condizione dell'azione, derivante dall'avvenuta conclusione del procedimento prima della proposizione del ricorso, conduce alla declaratoria di inammissibilità.
art. 117 c.p.a.
Disciplina il giudizio avverso l'inerzia dell'amministrazione, finalizzato a ottenere una formale manifestazione di volontà, quale che ne sia il contenuto.
art. 97 Cost.
È richiamato quale fondamento del dovere di tempestiva conclusione del procedimento e di manifestazione espressa della volontà amministrativa.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'interesse tutelato consiste nell'ottenere una manifestazione espressa della volontà amministrativa, indipendentemente dal fatto che essa sia favorevole o sfavorevole al privato.
- L'adozione del provvedimento finale prima della proposizione del ricorso elimina il presupposto del silenzio-inadempimento e determina la carenza originaria di interesse all'azione, con conseguente inammissibilità del ricorso.
- Il provvedimento finale adottato dall'amministrazione prima del ricorso soddisfa l'interesse strumentale alla conclusione espressa del procedimento; l'eventuale contestazione del suo contenuto deve essere proposta mediante l'impugnazione dell'atto, non attraverso l'azione contro il silenzio.
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