Sentenza del 07/06/2017 n. 4037 - Comm. Trib. Prov. Milano
IRPEF - Società di persone - Reddito - Imputazione al socio - Presunzione legale - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda l’imputazione al socio, ai fini IRPEF, del reddito prodotto dalla società di persone, compresi gli utili non iscritti a bilancio e accertati dall’Amministrazione finanziaria. Il socio sosteneva, in sostanza, che tali somme non potessero essergli attribuite in assenza di effettiva percezione o di contabilizzazione da parte della società.
La decisione
La sentenza ha confermato che il reddito delle società di persone è imputato direttamente ai soci in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili, indipendentemente dalla percezione effettiva. Opera una presunzione legale di percezione degli utili, superabile solo con un’adeguata prova contraria. Il principio vale anche per utili non contabilizzati o emersi da un accertamento nei confronti della società, poiché il reddito di partecipazione costituisce reddito personale del socio.
Norme richiamate
Disciplina IRPEF del reddito delle società di persone
Il reddito è imputato ai soci "in misura proporzionale alla rispettiva quota di partecipazione agli utili, indipendentemente dalla loro effettiva percezione".
La tassazione segue il principio di trasparenza: il reddito prodotto dalla società è attribuito direttamente ai soci, anche se non è stato materialmente distribuito.
Principio della presunzione legale di percezione degli utili
Sussiste "la presunzione legale di avvenuta percezione di tali utili, superabile soltanto mediante adeguata prova contraria".
Il socio deve considerarsi fiscalmente percettore della propria quota di reddito salvo che dimostri concretamente l’impossibilità o la mancata percezione secondo modalità idonee a superare la presunzione.
Massime di principio
- Nelle società di persone, il reddito fiscalmente attribuito al socio non dipende dalla distribuzione effettiva delle somme, ma dalla quota di partecipazione agli utili.
- Gli utili accertati anche in via presuntiva o non contabilizzati dalla società possono essere imputati ai soci come reddito personale.
- La mancata iscrizione dei ricavi in bilancio o la contestazione delle modalità con cui la società ha realizzato gli utili non esclude automaticamente la tassazione del socio.
- Per superare l’imputazione automatica è necessaria una prova contraria concreta, documentata e idonea a dimostrare la mancata percezione o l’inesistenza del reddito attribuito.
- L’accertamento del maggior reddito della società può riflettersi direttamente sulla posizione fiscale dei soci, in ragione del principio di trasparenza tributaria.
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