Sentenza n. 50/2026 - Latina, Sezione 1
per l'ottemperanza della sentenza emessa dal Tribunale Civile di -OMISSIS-, Sezione Lavoro, n. -OMISSIS-/-OMISSIS-, pubblicata il 31 gennaio -OMISSIS-, resa inter partes in relazione al giudizio n. -OMISSIS-/-OMISSIS- R.G.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza civile passata in giudicato che aveva riconosciuto il diritto alla Carta Docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/-OMISSIS-, per complessivi euro 1.500,00
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione di una sentenza del Tribunale civile, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al Ministero. La pronuncia civile aveva riconosciuto il diritto della docente a tempo determinato all'attribuzione della Carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento del personale docente, con le modalità previste dal D.P.C.M. 28 novembre 2016 per i docenti di ruolo, per l'importo nominale complessivo di euro 1.500,00, pari a euro 500,00 per ciascun anno di servizio. Il Ministero si è costituito con una memoria di mera forma e non ha dimostrato l'avvenuto adempimento. Il ricorso è stato proposto dopo il decorso di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, termine dilatorio previsto per l'esecuzione nei confronti delle amministrazioni dello Stato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando che la sentenza civile azionata era passata in giudicato e che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla sua notificazione al Ministero. Ha quindi ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare piena esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Per l'eventuale inerzia dell'amministrazione, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore della Ragioneria Territoriale dello Stato di Frosinone/Latina, o un funzionario delegato, attribuendogli 60 giorni dall'insediamento per compiere tutti gli atti necessari, comprese eventuali modifiche di bilancio. Il compenso del commissario, liquidato in euro 1.000,00 salvo conguaglio su motivata richiesta, è stato posto a carico dell'amministrazione inadempiente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 500,00 oltre oneri e accessori, da distrarsi in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza; sulla base di tale disposizione il TAR ha ordinato all'amministrazione di eseguire il giudicato e ha nominato, in via preventiva, un commissario ad acta per l'eventuale inadempimento.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il testo richiama il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo, ritenendolo decorso e quindi consentendo l'esecuzione nei confronti dell'amministrazione statale.
D.P.C.M. 28 novembre 2016
È richiamato dalla sentenza civile quale disciplina delle modalità di attribuzione della Carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento del personale docente.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza è eseguibile nei confronti di un'amministrazione statale una sentenza civile passata in giudicato, una volta decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla sua notificazione previsto per l'esecuzione dei titoli nei confronti delle amministrazioni dello Stato.
- Quando l'amministrazione non dimostri di avere adempiuto al giudicato, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione entro un termine determinato e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per l'eventuale successiva inerzia.
- Il commissario ad acta nominato per l'inadempimento può essere incaricato di compiere tutti gli atti necessari all'esecuzione del giudicato, comprese le eventuali modifiche di bilancio, con compenso posto a carico dell'amministrazione inadempiente.
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