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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13743/2024 del 17/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Due privati avevano agito contro il Ministero chiedendo il risarcimento dei danni subiti, a loro dire, per l’alluvione del fiume Tronto del 1992, che sarebbe stata causata da una colposa errata progettazione degli argini imputabile a un funzionario del provveditorato delle opere pubbliche, organo ministeriale. Il giudice di primo grado aveva dichiarato prescritto il diritto; il giudice d’appello aveva confermato il rigetto ritenendo applicabile la prescrizione decennale del credito risarcitorio, in quanto il fatto integrava un reato colposo punito, ratione temporis, con prescrizione decennale, e facendo decorrere il termine dal momento in cui i danneggiati potevano, con l’ordinaria diligenza, conoscere la causa del danno e la sua riferibilità a terzi. In cassazione i ricorrenti hanno proposto un solo motivo, ma prima della decisione hanno depositato atto di rinuncia al ricorso.

La decisione

La Corte ha preso atto della rinuncia al ricorso depositata da entrambi i ricorrenti. Ha quindi dichiarato estinto il giudizio. Sul regime delle spese ha rilevato che l’atto di rinuncia non era sottoscritto dall’Avvocatura dello Stato, sicché mancava l’accettazione della controparte; per tale ragione ha condannato i rinuncianti alla rifusione delle spese di legittimità in favore del Ministero. La rinuncia ha escluso la condanna ex art. 96, comma 4, c.p.c.

Norme richiamate

  • art. 157 c.p.

    richiamato dal giudice di merito per individuare la prescrizione del reato colposo come parametro per la prescrizione del credito risarcitorio

  • art. 426 c.p.

    il fatto illecito è stato ritenuto dal giudice d’appello sussumibile nella fattispecie di reato colposo richiamata

  • art. 2947 c.c.

    in presenza di un fatto costituente reato, il credito risarcitorio è soggetto alla prescrizione penale più lunga applicabile al reato

  • art. 380 bis c.p.c.

    è stato il modello procedurale richiamato per la proposta della Prima Presidente e per la definizione accelerata del ricorso

  • art. 380 bis, secondo comma, c.p.c.

    richiamato per il deposito della motivazione

  • art. 96, quarto comma, c.p.c.

    la rinuncia al ricorso ha escluso la condanna per responsabilità aggravata prevista dalla norma

  • art. 391 c.p.c.

    norma implicata dalla disciplina della rinuncia al ricorso per cassazione e delle sue conseguenze processuali

Massime di principio

  • Se, prima della decisione, tutti i ricorrenti rinunciano al ricorso per cassazione, il giudizio va dichiarato estinto senza esame dei motivi.
  • La rinuncia al ricorso esclude la condanna ex art. 96, comma 4, c.p.c., ma non impedisce la condanna alle spese se manca l’accettazione della controparte.
  • Nel caso di domanda risarcitoria fondata su fatto illecito che integri gli estremi di un reato, la prescrizione del diritto risarcitorio segue il termine più lungo previsto per il reato ai sensi dell’art. 2947 c.c.; il dies a quo decorre dal momento in cui il danneggiato, con l’ordinaria diligenza, possa conoscere la causa del danno e la sua riferibilità a un terzo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniDanno da prodotto difettoso
RamiProcesso civileResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiPrescrizioneOnere della prova

Testo integrale

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