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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40548/2024 del 05/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore di Messina ha segnalato che Longo Paolina era deceduta prima della pronunzia definitiva della Corte di cassazione. Poiché la Cassazione, con sentenza n. 42061/2016, aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione avverso la sentenza di condanna del Tribunale di Messina (1/4/2014) rendendola definitiva, il Procuratore ha chiesto che fosse pronunciato un provvedimento dichiarativo dell'avvenuta estinzione della pena in conseguenza della morte dell'imputata e, quindi, la revoca della decisione della Cassazione ove necessario.

La decisione

La Corte ha qualificato il ricorso come istanza sollecitatoria ai sensi dell'art. 625-bis, comma 3, cod. proc. pen., ritenendolo fondato. Ha confermato la correttezza dell'ordinanza del Tribunale di Messina che aveva rimesso gli atti alla Corte di cassazione per incompetenza del giudice delle esecuzioni, in quanto l'evento estintivo (il decesso) è intervenuto prima della definitività della pronunzia del Tribunale ma prima della pronunzia della Cassazione. La Corte ha quindi revocato, limitatamente alla posizione di Longo Paolina, la sentenza della Corte di cassazione n. 42061 del 30/06/2016 e ha annullato senza rinvio, sempre limitatamente alla posizione di Longo, la sentenza del Tribunale di Messina n. 807/2014 del 1/04/2014 perché i reati risultano estinti per morte dell'imputata.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Lo strumento dell'art. 625-bis, comma 3, è stato utilizzato come procedura di autoemenda della Corte di cassazione per correggere un errore materiale consistente nella tardiva conoscenza della morte dell'imputata. La norma permette alla Corte di revocare la propria decisione per correggere errori materiali o di fatto, anche d'ufficio, su istanza sollecitatoria del Procuratore.

  • art. 676 cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata per definire la competenza del giudice delle esecuzioni: il Tribunale delle esecuzioni sarebbe competente solo se l'estinzione per morte fosse intervenuta dopo la definitività della sentenza di condanna. Se invece la morte è avvenuta prima della definitività della pronunzia, la competenza a intervenire spetta alla Corte di cassazione con il procedimento di cui all'art. 625-bis.

Massime di principio

  • Se l'imputato muore prima della pronunzia definitiva della Corte di cassazione, la Cassazione stessa deve sanare l'errore materiale e può revocare la propria decisione ai sensi dell'art. 625-bis per dichiarare l'estinzione dei reati per morte.
  • Se la morte dell'imputato interviene dopo la definitività della sentenza di condanna, la competenza per dichiarare l'estinzione della pena spetta al Tribunale in funzione di giudice delle esecuzioni (art. 676 c.p.p.).
  • La Procura della Repubblica locale, quando non abbia il potere diretto previsto per il Procuratore generale presso la Cassazione, può presentare un'istanza sollecitatoria per chiedere alla Corte di cassazione l'esercizio del potere di autoemenda previsto dall'art. 625-bis, comma 3.
  • La tardiva conoscenza della morte dell'imputato da parte della Corte di cassazione è qualificabile come errore materiale emendabile; la revoca può essere effettuata anche d'ufficio dalla Corte una volta informata del decesso.
  • In situazioni simili è essenziale provare documentalmente la data di morte (es. certificazione anagrafica) e valutare il momento di definitività della pronunzia per individuare la competenza e la procedura corretta.

Testo integrale

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