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Sentenza

Sentenza del 08/11/2016 n. 296 - Comm. Trib. Prov. Lecco

ACCERTAMENTO - Inerenza costi - Prestazioni lavorative - Astratta riconducibilità - Costi hanno generato ricavi inerenza - Sussiste - Procura alle liti - Qualità di liquidatore - Assenza - Nullità - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha contestato il disconoscimento della deducibilità di costi relativi a prestazioni lavorative rese da persone fisiche. L'Ufficio sosteneva che tali prestazioni fossero state svolte in favore del CNSAS e non direttamente della società, negando quindi l'inerenza dei costi. È stata inoltre sollevata una questione relativa alla validità della procura alle liti, poiché nella procura non era espressamente indicata la qualità di liquidatore del rappresentante della società.

La decisione

La contestazione dell'Ufficio sull'inerenza è stata respinta. Il giudice ha ritenuto che l'interposizione fosse reale e non fittizia, che le prestazioni fossero astrattamente riconducibili all'oggetto sociale della ricorrente, che fossero state effettivamente eseguite e pagate dalla società e che avessero contribuito alla produzione di ricavi imponibili. È stata inoltre esclusa la nullità della procura: la qualità di liquidatore risultava dall'intestazione dell'atto e, comunque, eventuali irregolarità sarebbero state sanabili mediante regolarizzazione. L'accertamento è quindi risultato soccombente sulle questioni esaminate.

Norme richiamate

  • Principio di inerenza dei costi

    Un costo è inerente quando presenta una relazione, anche indiretta o mediata, con l'attività d'impresa e con la produzione dei ricavi. Non è necessario che il costo sia riferibile in modo immediato al singolo ricavo, purché sia astrattamente riconducibile all'oggetto sociale e l'operazione sia effettiva.

  • Disciplina della procura alle liti e sanatoria delle irregolarità processuali

    L'omessa indicazione nella procura della qualità rappresentativa del soggetto che agisce non comporta automaticamente la nullità insanabile quando tale qualità risulti dall'intestazione o dal contenuto complessivo dell'atto. In ogni caso, le irregolarità della procura possono essere regolarizzate, ove consentito, mediante assegnazione di un termine.

Massime di principio

  • L'inerenza non richiede che la prestazione sia resa direttamente alla società o che produca un ricavo immediatamente individuabile: è sufficiente un collegamento concreto o astratto con l'attività sociale e con la produzione complessiva di reddito.
  • Quando l'interposizione tra la società e i prestatori è reale, le prestazioni sono effettive, i pagamenti sono documentati e i costi contribuiscono alla generazione dei ricavi, il loro disconoscimento per difetto di inerenza è difficilmente sostenibile.
  • L'Amministrazione finanziaria deve contestare specificamente l'effettività, la riconducibilità all'attività d'impresa o la congruità dei costi; il solo fatto che i lavoratori abbiano operato materialmente presso un soggetto diverso non è sufficiente.
  • Le irregolarità formali della procura alle liti devono essere valutate alla luce dell'intero atto e, di regola, possono essere sanate se è comunque chiara la volontà di agire in nome e per conto della società.
  • La presenza dell'indicazione della qualità di liquidatore nell'intestazione o nel contenuto dell'atto può essere sufficiente a escludere che il rappresentante abbia agito personalmente.

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