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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00226/2026 del 05/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto di competenza relativo alla decisione sull'incidente di esecuzione promosso da Filippo Sturniolo (istanza depositata il 2 maggio 2023 ai sensi dell'art. 671 c.p.p.) volto a ottenere la declaratoria della continuazione tra reati giudicati con più sentenze. Il Tribunale di Catania, con provvedimento del 21 febbraio 2024, aveva dichiarato la propria incompetenza ritenendo che l'ultima sentenza divenuta irrevocabile fosse quella della Corte di Appello (10 marzo 2021, passata in giudicato il 5 novembre 2021). La Corte di Appello di Catania, opponendosi alla declinatoria, ha sostenuto invece che, al momento della presentazione della domanda (2 maggio 2023), l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile era la sentenza emessa dal Tribunale di Catania il 16 febbraio 2016, passata in giudicato il 29 maggio 2022, e che quindi la competenza si era radicata nel Tribunale di Catania.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile il conflitto negativo e lo ha deciso affermando la competenza del Tribunale di Catania quale giudice dell'esecuzione (ai sensi dell'art. 665, comma 4, c.p.p.), disponendo la trasmissione degli atti a quell'ufficio. La Corte ha rilevato che, al momento della proposizione della domanda (2 maggio 2023), l'ultimo provvedimento di condanna divenuto irrevocabile era la sentenza del Tribunale del 16 febbraio 2016 (passata in giudicato il 29 maggio 2022) e ha richiamato il principio consolidato secondo il quale la competenza si radica nel giudice che ha emesso per ultimo il provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione della domanda, principio che non viene alterato dal successivo passaggio in giudicato di altra sentenza (perpetuatio iurisdictionis). Inoltre la Corte ha precisato che, in caso di conflitto negativo (entrambe le autorità che rifiutano di conoscere la questione), deve essere affermata la competenza del giudice che per primo ha negato la cognizione.

Norme richiamate

  • art. 32 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale base per la decisione della Corte sulla risoluzione del conflitto di competenza tra giudici

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Disciplina dell'istanza volta al riconoscimento della continuazione tra reati (norma che regola l'atto introduttivo dell'incidente di esecuzione oggetto della controversia)

  • art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    Individuazione del giudice dell'esecuzione competente; la Corte dichiara la competenza del Tribunale di Catania ai sensi di questa norma

Massime di principio

  • La competenza a decidere sull'istanza di riconoscimento della continuazione tra più sentenze si determina in base all'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile al momento della presentazione della domanda; compete il giudice che ha emesso quell'ultimo provvedimento.
  • Il principio della perpetuatio iurisdictionis implica che la competenza così determinata non viene modificata da un successivo passaggio in giudicato di altra sentenza successiva alla presentazione della domanda.
  • In caso di conflitto negativo (entrambi i giudici dichiarano di non essere competenti) la Cassazione decide il conflitto e, secondo orientamento consolidato, afferma la competenza del giudice che per primo ha negato la cognizione.
  • Per stabilire la competenza bisogna fare riferimento alle date di passaggio in giudicato (non solo alla data della pronuncia) e consultare il certificato del casellario/atti che attestano la irrevocabilità delle sentenze alla data di proposizione dell'istanza.
  • Prassi consigliata: prima di depositare un'istanza di continuazione verificare con attenzione le date di irrevocabilità delle sentenze coinvolte; se esistono pronunce emesse da giudici diversi, considerare sempre quale provvedimento era l'ultimo divenuto irrevocabile alla data di presentazione dell'istanza per individuare il giudice competente.

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