Sentenza del 23/03/2015 n. 2748 - Comm. Trib. Prov. Milano
REGISTRO, IPOTECARIA, CATASTALE - Imposta di registro - Decreto Ingiuntivo - Alternatività Iva/Registro - Applicazione dell'imposta di registro in misura fissa.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la misura dell'imposta di registro applicabile alla registrazione di un decreto ingiuntivo relativo al pagamento di somme derivanti da un rapporto soggetto a IVA, anche quando si tratti di operazioni esenti. In particolare, il decreto ingiuntivo era collegato a una polizza fideiussoria prestata a garanzia di un'obbligazione originariamente riconducibile a un rapporto soggetto a IVA. Si discuteva quindi se applicare l'imposta di registro in misura proporzionale oppure fissa, alla luce del principio di alternatività tra IVA e imposta di registro.
La decisione
È stata affermata l'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa. I decreti ingiuntivi che dispongono il pagamento di corrispettivi soggetti a IVA non sono soggetti all'imposta di registro proporzionale. La stessa conclusione vale quando il decreto riguarda l'adempimento di un'obbligazione garantita da fideiussione, se l'obbligazione deriva da un rapporto soggetto a IVA o riferito a operazioni esenti. L'applicazione della misura proporzionale determinerebbe una duplicazione della tassazione, poiché il corrispettivo sarebbe già incluso nell'ambito IVA e verrebbe nuovamente tassato tramite l'imposta di registro.
Norme richiamate
d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, imposta di registro
In applicazione del principio di alternatività IVA-Registro, i decreti ingiuntivi relativi al pagamento di corrispettivi soggetti a IVA sono tassati in misura fissa e non proporzionale.
d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 21, comma 6
Sono considerate nell'ambito delle operazioni soggette a IVA anche determinate prestazioni o operazioni per le quali l'imposta non viene necessariamente riscossa in concreto.
d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10
Le operazioni esenti IVA, pur non comportando l'addebito effettivo dell'imposta, rientrano nell'ambito oggettivo dell'IVA e possono quindi rilevare ai fini dell'alternatività con l'imposta di registro.
Massime di principio
- Quando un decreto ingiuntivo ordina il pagamento di somme derivanti da un rapporto soggetto a IVA, la registrazione deve normalmente scontare l'imposta di registro in misura fissa, non proporzionale.
- Il principio di alternatività IVA-Registro può operare anche per operazioni esenti IVA, purché la pretesa giudiziale sia riconducibile a un rapporto rientrante nell'ambito applicativo dell'IVA.
- La natura fideiussoria della garanzia non modifica, di per sé, il trattamento fiscale dell'obbligazione garantita: se il debito principale deriva da un rapporto IVA o esente IVA, anche il decreto ingiuntivo relativo alla garanzia può essere tassato in misura fissa.
- Per determinare l'imposta di registro occorre verificare l'origine sostanziale del credito azionato e non soltanto la forma giuridica del decreto o della fideiussione.
- L'applicazione dell'imposta proporzionale deve essere esclusa quando comporterebbe una duplicazione della base imponibile già considerata nell'ambito IVA.
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