Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8511/2023 del 27/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione censurante: 1) rifiuto dell'applicazione dell'art.131-bis c.p. nonostante i furti concernessero beni di scarso valore; 2) erronea applicazione dell'aggravante di cui all'art.625 comma 2 n.7 c.p. (esposizione alla pubblica fede) e doglianze sulla validità delle querele per il capo e) e il capo f); 3) errata valutazione del reato di minaccia (art.612 c.p.), sostenendo che le frasi dell'imputata fossero vaghe e non idonee a integrare la minaccia.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la maggior parte dei motivi e ha confermato le affermazioni di responsabilità per i capi c), d), e), g), h), i), j) (le relative condanne sono divenute irrevocabili). Tuttavia la sentenza è stata annullata limitatamente al capo f) (furto aggravato dell'autovettura Lancia Y) per insufficiente motivazione circa l'applicabilità dell'aggravante ex art.625 n.7 c.p. e per la validità della querela di Metelli Massimo; su tale capo è stato disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Brescia per nuovo esame e per eventuale rideterminazione del trattamento sanzionatorio.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La norma sulla particolare tenuità è stata valutata in luce dei criteri indicati dalle Sezioni Unite: modalità della condotta, esiguità del danno o del pericolo, grado di colpevolezza. La Corte ha ritenuto ostativi più fattori (serialità, spregiudicatezza, notevole curriculum), escludendo la non punibilità; la valutazione di merito su tali elementi non è sindacabile in Cassazione se non viziata.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che disciplina il furto; applicata ai vari capi di imputazione relativi a sottrazioni di beni. Le condotte contestate sono state ritenute conformi alla fattispecie del furto e confermate, salvo quanto rimesso al giudice del rinvio.

  • art. 625 comma 2 n.7 cod. pen.

    Aggravante per furto commesso su cosa esposta alla pubblica fede. La Corte ha ritenuto che la qualificazione richieda verifica della possibilità di vigilanza continua del proprietario/detentore; la videosorveglianza non esclude automaticamente l'aggravante se non risulti un presidio effettivo e continuo.

  • art. 612 cod. pen.

    Delitto di minaccia. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui non è necessaria una minaccia dotata di un significato univoco: conta il contesto e l'idoneità a incidere sulla libertà morale della vittima; la valutazione è rimessa al giudice di merito salvo manifesta illogicità.

  • art. 133 cod. pen.

    Norma richiamata per definire i parametri di valutazione dell'esiguità del danno/pericolo e della colpevolezza ai fini dell'art.131-bis; la Corte ha richiamato la necessità di ponderare tutti gli elementi concreti della fattispecie.

  • art. 99 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla recidiva: la presenza di precedenti e la recidiva specifica sono valutati dal giudice come elementi ostativi all'applicazione di benefici; tuttavia la loro valutazione non può essere duplicata senza motivazione.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Richiamato nella parte finale per dichiarare l'irrevocabilità della statuizione sulla responsabilità relativamente ai capi non annullati.

  • art. 337 comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione a censure sulla validità della querela proposta per conto della persona giuridica; la Corte ha ritenuto la querela valida ove sussista una relazione di fatto con la cosa mobile sottratta.

  • art. 529 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata nelle censure sul processo d'appello; la Cassazione ha rigettato le doglianze che miravano a una nuova valutazione dei fatti che sono di competenza del giudice di merito.

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022, n.150

    Riforma citata dalla difesa come intervenuta sulla disciplina dell'art.131-bis; la Corte ha rilevato che la questione non è decisiva nel caso concreto perché il rigetto non è collegato a limiti edittali della norma.

Massime di principio

  • L'istituto della particolare tenuità (art.131-bis) richiede una valutazione complessiva e cumulativa di modalità della condotta, esiguità del danno/pericolo e grado di colpevolezza: la presenza di recidiva o di un consistente curriculum delinquenziale può costituire ostativo, ma non è l'unico elemento rilevante.
  • La videosorveglianza non esclude automaticamente l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede (art.625 n.7 c.p.): occorre valutare se il sistema, unitamente alla vigilanza del personale, fosse effettivamente idoneo a impedire la sottrazione, ossia se il bene fosse oggettivamente sottoposto a vigilanza continua.
  • Per l'aggravante prevista dall'art.625 n.7 c.p. è necessario accertare se il titolare effettivamente potesse esercitare una vigilanza continua; l'assenza di chiarimenti su questo punto può comportare l'annullamento e il rinvio per nuovo esame.
  • In materia di minaccia (art.612 c.p.) non è sempre richiesta una minaccia testuale e univoca: il contesto, il tenore delle espressioni e l'atteggiamento dell'agente possono rendere idonea a intimidire anche una minaccia 'vaga' se percepita come concreta dalla vittima.
  • La validità della querela proposta da un rappresentante o da un soggetto in relazione di fatto con la cosa sottratta va valutata secondo consolidata giurisprudenza: il rapporto di fatto con il bene (possesso/ detenzione penalistica) può legittimare la proposizione della querela anche in assenza di titolo formale.
  • In Cassazione non è consentito chiedere una rivalutazione completa del materiale probatorio: i giudizi di merito sulle questioni di fatto e sull'idoneità intimidatoria degli atti sono sindacabili solo per vizi logici, contraddittorietà o manifesta illogicità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.