Sentenza del 09/11/2017 n. 645 - Comm. Trib. Prov. Brescia
Accertamento induttivo in assenza di scritture contabili e dichiarazioni fiscali - Inversione dell'onere probatorio - Responsabilità dei soci, compreso il socio accomandante.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Amministrazione ha determinato induttivamente il reddito in assenza di dichiarazioni fiscali e di scritture contabili esibite, utilizzando anche le movimentazioni bancarie come base presuntiva. I ricorrenti hanno contestato la ricostruzione del reddito e, per i soci, la responsabilità sanzionatoria, sostenendo in particolare che il socio accomandante fosse estraneo all'amministrazione della società.
La decisione
La pretesa dell'Amministrazione è stata ritenuta legittima nei suoi principi fondamentali. In caso di omessa dichiarazione e mancata esibizione delle scritture contabili, l'Ufficio può ricorrere a presunzioni cosiddette supersemplici, anche prive dei requisiti ordinari di gravità, precisione e concordanza. Spetta al contribuente dimostrare analiticamente che le singole movimentazioni bancarie non costituiscono ricavi o che il reddito è inferiore a quello accertato. Quanto ai soci, anche il socio accomandante può essere sanzionato: l'assenza di poteri gestori non esclude il dovere di controllo sull'andamento economico della società, sui bilanci e sugli adempimenti fiscali.
Norme richiamate
Norme in materia di accertamento induttivo e presunzioni fiscali
Presunzioni supersemplici, anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza
Quando il contribuente omette la dichiarazione e non mette a disposizione le scritture contabili, l'Amministrazione può determinare induttivamente il reddito sulla base di elementi presuntivi più ampi rispetto a quelli ordinariamente richiesti.
Norme in materia di movimentazioni bancarie e accertamento dei ricavi
L'Ufficio non deve dimostrare preventivamente che ogni movimentazione bancaria rifletta un'operazione aziendale; spetta al contribuente fornire la prova specifica dell'estraneità di ciascuna operazione all'attività d'impresa o della sua natura non reddituale.
Norme sulla responsabilità dei soci e sugli obblighi di controllo del socio accomandante
La mancata partecipazione diretta all'amministrazione non esonera automaticamente il socio accomandante dalla responsabilità sanzionatoria. Il socio deve esercitare i poteri di controllo consentiti dalla legge, verificando bilanci, utili e adempimenti fiscali della società.
Massime di principio
- L'omessa dichiarazione fiscale e la mancata esibizione della contabilità rafforzano significativamente i poteri di accertamento induttivo dell'Amministrazione finanziaria.
- In presenza di dati bancari utilizzati nell'accertamento, il contribuente deve contestare le singole operazioni con documentazione concreta e analitica; una contestazione generica normalmente non è sufficiente.
- L'inversione dell'onere probatorio non impedisce al contribuente di difendersi, ma richiede la dimostrazione positiva che i versamenti o i prelevamenti non siano ricavi o non siano riferibili all'attività d'impresa.
- Il socio accomandante non è automaticamente esonerato dalle sanzioni per il solo fatto di non amministrare la società: deve dimostrare di avere esercitato, per quanto possibile, il controllo sugli obblighi contabili e fiscali.
- La responsabilità del socio può fondarsi su una condotta colposa di omesso o insufficiente controllo, anche quando non abbia materialmente gestito l'impresa.
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