Cassazione Penale, Sentenza n. 18353/2024 del 09/05/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 21/09/2023 che aveva dichiarato inammissibile la sua istanza di ottemperanza volta ad ottenere l'acquisto di una lampada da lettura, lamentando la violazione di legge per avere il giudice proceduto de plano senza instaurare il contraddittorio camerale, ritenendo la richiesta genericissima e non idonea a consentire accertamenti istruttori.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando al Magistrato di sorveglianza di Macerata per un nuovo giudizio che dovrà svolgersi previa instaurazione del contraddittorio camerale. La Corte ha chiarito che il procedimento di ottemperanza ex art. 35-bis l. 354/1975 è di natura giurisdizionale e si svolge in contraddittorio, e che la decisione de plano può adottarsi solo quando l'istanza è priva dei requisiti di legge e tale carenza è talmente evidente da non richiedere accertamenti cognitivi o valutazioni discrezionali. Nel caso concreto il giudice aveva trascurato che il ricorrente aveva indicato data e numero SIUS dell'ordinanza che sarebbe rimasta inottemperata; tali elementi, seppure non completi, potevano essere punto di partenza per ulteriori accertamenti nel contraddittorio per delimitare l'oggetto della pretesa.
Norme richiamate
art. 35-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)
art. 35-bis legge 26 luglio 1975, n. 354, ord. pen.
È norma che istituisce il procedimento di ottemperanza volto a garantire l'esecuzione dei provvedimenti della magistratura di sorveglianza; si tratta di un procedimento giurisdizionale che si svolge in contraddittorio e che prevede, se necessario, misure idonee (compresa la nomina di commissario ad acta) per conformare l'operato dell'Amministrazione penitenziaria al giudicato.
art. 3, comma 1, lett. b), d.l. 23 dicembre 2013, n. 146, conv. dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10
art. 3, comma 1, lett. b), d.l. 23 dicembre 2013, n. 146, convertito dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10
Norma che ha introdotto nel sistema l'art. 35-bis; la Corte richiama l'origine della disciplina come intervento volto a colmare la tutela contro atti dell'Amministrazione penitenziaria lesivi dei diritti dei detenuti.
art. 666, comma 2, cod. proc. pen.
art. 666, comma 2, cod. proc. pen.
Riferimento per la possibilità di adottare decisioni de plano solo quando l'istanza sia manifestamente carente dei requisiti di legge e la mancata ammissione non richieda accertamenti di natura cognitiva o valutazioni discrezionali; principio applicabile anche al procedimento di ottemperanza per espresso richiamo dell'art. 35-bis, comma 5.
artt. 666 e 678, cod. proc. pen.
artt. 666 e 678 cod. proc. pen.
Richiamati dall'art. 35-bis per disciplinare profili procedurali del procedimento di ottemperanza; indicano limiti e modalità per procedere in contraddittorio o per decidere de plano quando l'istanza sia manifestamente inammissibile.
Massime di principio
- Il procedimento di ottemperanza ex art. 35-bis l. 354/1975 è principalmente un giudizio in contraddittorio: il magistrato deve fissare e svolgere udienza camerale salvo che la carenza dell'istanza sia così manifesta da non richiedere alcun accertamento.
- La decisione de plano sul presupposto di genericità della richiesta è ammessa solo quando manchino requisiti di legge evidenti e non vi siano questioni di fatto o discrezionali da accertare; un'indicazione anche parziale del provvedimento impugnato (es. data e numero SIUS) può giustificare l'apertura del contraddittorio e ulteriori accertamenti.
- Nel procedimento di ottemperanza non possono essere introdotti profili di lesione nuovi rispetto al giudizio di cognizione: il procedimento è una "prosecuzione funzionale" del precedente giudizio volto a far rispettare quanto già deciso.
- Il giudice deve valutare con cautela l'inammissibilità per genericità: prima di rigettare de plano è necessario appurare se informazioni aggiuntive ottenibili nel contraddittorio possano delimitare l'oggetto della richiesta e permettere accertamenti istruttori.
- Quando la richiesta di ottemperanza risulti fondata o richieda approfondimenti, il giudice può disporre provvedimenti concreti (tempi, modalità, nullità di atti amministrativi, nomina commissario ad acta) per assicurare l'effettività della tutela.
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