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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 935/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza (art. 186, commi 2, lett. c), 2-bis e 2-sexies, cod. strada) commessa il 30/03/2016. Il ricorrente deduceva violazione di legge per mancato avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore all'atto dell'accertamento del tasso alcolemico e vizi motivazionali relativi alla sua responsabilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione (termine massimo di cinque anni maturato). In conseguenza ha disposto la revoca delle sanzioni amministrative accessorie (revoca della patente) e della confisca amministrativa dell'autocarro sottoposto a sequestro, e ha ordinato la trasmissione di copia della sentenza al Prefetto di Sassari per gli adempimenti di competenza ai sensi dell'art. 224 cod. strada. Non è stata pronunciata alcuna assoluzione di merito in quanto non sussistono i presupposti dell'art. 129, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 186 cod. strada

    art. 186, commi 2, lett. c), 2-bis e 2-sexies, codice della strada

    Norma che sanziona la guida in stato di ebbrezza; nel caso era contestata la violazione di tali commi per fatti del 30/03/2016.

  • art. 129 c.p.p.

    art. 129, comma 2, codice di procedura penale

    Prevede la pronuncia di assoluzione per insufficienza di prove o per manifesta infondatezza del fatto; la Corte ha ritenuto che non ricorressero i presupposti per un'assoluzione di merito, poiché non era possibile constatare l'insussistenza del fatto all'evidenza.

  • art. 224 cod. strada

    art. 224 codice della strada

    Norma che disciplina i provvedimenti amministrativi conseguenti a fatti rilevanti per la circolazione stradale; la Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Prefetto di Sassari per le ulteriori determinazioni amministrative.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 1021/2001 e Sez. U, n. 35490/2009)

    Richiamate nella motivazione come principi consolidati

    Principio secondo cui, quando sussiste una causa estintiva del reato (es. prescrizione), il giudice di legittimità deve provvedere immediatamente e le eventuali nullità o vizi non incidono sull'obbligo di dichiarare l'estinzione; pertanto non è necessario rinviare la causa al merito.

Massime di principio

  • Se in Cassazione risulta intervenuta la prescrizione del reato, il giudice di legittimità può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato; non è necessario esaminare nel merito tutte le doglianze procedurali.
  • La sussistenza di cause estintive (p. es. prescrizione) rende irrilevanti, ai fini dell'annullamento per estinzione, eventuali nullità o vizi procedurali fatti valere dall'imputato: il principio è quello dell'immediata applicabilità della causa estintiva.
  • L'annullamento per prescrizione non equivale a un'assoluzione di merito: per ottenere una pronuncia di esclusione del fatto o estraneità è necessario che ricorrano i requisiti dell'art. 129 c.p.p. (insussistenza del fatto all'evidenza).
  • La revoca della condanna penale per prescrizione può determinare la revoca delle sanzioni amministrative accessorie e la restituzione di beni sequestrati se la misura era accessoria alla condanna; il giudice può inoltre ordinare la trasmissione degli atti alle autorità amministrative competenti (Prefetto) per gli adempimenti di legge.
  • In contenziosi che riguardano reati con termini di prescrizione relativamente brevi (es. il quinquennio qui richiamato), è fondamentale calcolare con precisione i termini e considerare le eventuali sospensioni/interruzioni: l'insorgere della prescrizione può mutare radicalmente l'esito del giudizio d'impugnazione.
  • Se l'obiettivo della difesa è ottenere una pronuncia di merito favorevole anziché la semplice estinzione per prescrizione, è necessario produrre elementi che dimostrino l'insussistenza del fatto o l'estraneità dell'imputato, così da poter chiedere l'assoluzione ai sensi di legge.

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