Cassazione Penale, Sentenza n. 40252/2024 del 31/10/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava in cassazione l'ordinanza che aveva rigettato la domanda di liberazione anticipata relativa al semestre 26/10/2022-26/04/2023. Il rigetto era fondato su una violazione delle prescrizioni imposte durante la detenzione domiciliare: il 08/04/2023, alle 10:32, Genovese era stato sorpreso all'interno di una sala scommesse in compagnia di un soggetto pregiudicato, durante l'orario di permesso. La difesa ha contestato la valutazione sostenendo che, al momento del fatto, le prescrizioni allontanamento/autorizzazione a uscire valevano solo dal lunedì al venerdì (09:00-11:00) e che il divieto di frequentare persone estranee al nucleo familiare era contenuto in un'ordinanza notificata solo il pomeriggio dell'08/04/2023, ossia dopo l'evento; inoltre la difesa sosteneva che la persona presente non fosse pregiudicata.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto provata la violazione delle prescrizioni in quanto l'episodio si era verificato di sabato, giorno per il quale l'autorizzazione alla uscita invocata dal ricorrente (valida solo lunedì-venerdì) non operava. Il Tribunale di Sorveglianza aveva correttamente escluso rilievo alla ordinanza di maggio invocata dalla difesa. La Corte ha inoltre valorizzato che il giorno della settimana è fatto notorio e non richiede prova. Segue condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
legge 26 luglio 1975, art. 47-ter comma 1-ter
Norma richiamata per descrivere il regime di detenzione domiciliare a cui è sottoposto il condannato; la Corte ne ricava il riferimento normativo al regime e alle prescrizioni imposte dall'autorità di sorveglianza
art. 54 (richiamato dal ricorrente)
Il ricorrente denunciava inosservanza o erronea applicazione di tale norma; la Corte non ha ritenuto la censura idonea a scalfire la motivazione del provvedimento impugnato e ha dichiarato il ricorso inammissibile
Dottrina del fatto notorio e giurisprudenza di legittimità
Sez. 3, n. 30720 del 18/09/2020; Sez. 1, n. 55359 del 17/06/2016; Sez. 6, n. 2533 del 26/11/2009; Sez. 6, n. 2401 del 16/11/1994
La Corte ha ritenuto che il dato relativo al giorno della settimana (il fatto che l'8 aprile 2023 fosse sabato) sia fatto notorio, non richiedente prova, e pertanto utile a escludere l'applicabilità dell'autorizzazione invocata dalla difesa (valida solo nei giorni feriali)
Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 2000
Richiamata in relazione al criterio per la determinazione delle spese e per escludere l'esonero del ricorrente dal pagamento della somma a favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- La violazione delle prescrizioni imposte durante la detenzione domiciliare (anche se avvenuta durante un'ora di permesso) può precludere favorevolmente la concessione di benefici come la liberazione anticipata se il comportamento è stato accertato e rilevante.
- L'efficacia di un'autorizzazione o di un divieto dipende strettamente dal contenuto temporale e soggettivo del provvedimento: se l'autorizzazione allontanamento è limitata ai giorni feriali, un allontanamento di giorno festivo o di sabato non rientra nella autorizzazione e può integrare violazione delle prescrizioni.
- La notificazione tardiva di una prescrizione (ad es. divieto notificato dopo il fatto) può avere rilievo difensivo, ma occorre verificare la sussistenza di altre prescrizioni vigenti che già vietavano la condotta; l'assenza di una specifica nuova prescrizione non impedisce l'applicazione delle norme già vigenti.
- Il giudice può assorbire questioni di calendario o simili come fatti notorii senza necessità di prova documentale; questo vale per dati facilmente verificabili come il giorno della settimana di una data.
- Per impugnare con successo provvedimenti disciplinari o restrittivi legati all'esecuzione penale sono necessarie censure specifiche e argomentazioni concrete: ragioni generiche o aspecifiche sono frequentemente ritenute inammissibili.
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