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Ordinanza

Ordinanza n. 132/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento a) – della determinazione "Atto n° DD 2877” in data 06.04.2023, notificata il giorno successivo tramite p.e.c., con la quale il Dirigente l’Area Sport e Attrattività del Comune di Milano dispone la “decadenza” della ASD ricorrente dalla Convenzione avente ad oggetto la concessione d’uso dell’impianto sportivo “Cappelli”, sito in Milano, Piazza Caduti del Lavoro, 5, stipulata il 29 Settembre 2005, per violazione degli obblighi convenzionali, con effetto dal 1° Settembre 2023; b) – di ogni altro atto comunque preordinato, connesso o conseguente al predetto; ed il risarcimento del danno subito dalla ricorrente in conseguenza dei comportamenti illeciti di cui all’espositiva.

Giustizia amministrativa202300930

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione comunale di decadenza dalla convenzione per la concessione d'uso di un impianto sportivo

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L'associazione sportiva dilettantistica ha impugnato la determinazione con cui il dirigente dell'Area Sport e Attrattività del Comune di Milano ha disposto la decadenza dalla convenzione stipulata nel 2005 per l'uso dell'impianto sportivo, contestando i comportamenti illeciti dell'amministrazione e chiedendo anche il risarcimento dei danni. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi specifici di illegittimità dedotti nel ricorso, ma evidenzia la necessità di aggiornare la situazione fattuale e processuale, verificando l'eventuale permanenza dell'interesse alla decisione nel merito.

La decisione

Il TAR non definisce il giudizio e dispone incombenti istruttori. La parte ricorrente deve dichiarare motivatamente, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, se permanga l'interesse alla decisione; in caso positivo deve aggiornare la situazione relativa alla controversia, indicare gli eventuali fatti o atti sopravvenuti e segnalare l'eventuale necessità di ulteriori attività istruttorie. Il Comune deve fornire chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti di causa e depositare, se non già prodotti, gli atti impugnati e la relativa documentazione. Il giudice avverte espressamente che l'inerzia della ricorrente sulla dichiarazione di interesse potrà essere valutata ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., ai fini della dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. L'ordinanza è comunicata dalla segreteria alle parti costituite e all'amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 63 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    Richiamato per la possibile valutazione dell'inerzia processuale della parte onerata di fornire chiarimenti o dichiarazioni rilevanti ai fini della decisione.

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato insieme alle disposizioni sull'istruttoria processuale.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse quando il comportamento processuale della parte evidenzi in modo inequivoco il venir meno dell'interesse alla decisione; l'inerzia rispetto alla richiesta di dichiarare la permanenza dell'interesse può assumere tale significato.

  • art. 85 c.p.a.

    Richiamato dall'ordinanza nell'ambito delle disposizioni applicabili alla trattazione e definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo richiede alla parte ricorrente di dichiarare motivatamente la permanenza dell'interesse alla decisione, l'inerzia entro il termine assegnato può essere valutata, unitamente alle circostanze processuali, come manifestazione implicita ma inequivoca del sopravvenuto disinteresse e condurre alla dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • In presenza della necessità di aggiornare la situazione fattuale e processuale prima di assumere decisioni sulla causa e sulla sua calendarizzazione, il giudice amministrativo può disporre che il ricorrente riferisca sugli atti e fatti sopravvenuti e che l'amministrazione fornisca chiarimenti documentati, depositando gli atti impugnati e la documentazione di corredo.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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