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Ordinanza

Ordinanza n. 144/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia - del provvedimento dell’OPR prot. n. -OMISSIS- di data -OMISSIS-, con il quale è stata comunicata la conclusione del procedimento di decadenza della Domanda Unica 2020 id. proc. -OMISSIS-; - della comunicazione di avvio del procedimento di decadenza prot. n. -OMISSIS- di data -OMISSIS-; - della nota dell’OPR prot. n. -OMISSIS- di data -OMISSIS-, con la quale è stato negato alla ricorrente il riconoscimento della forza maggiore e delle circostanze eccezionali ai sensi dell’art. 4 del Reg. CE 11 marzo 2014 n. 640/2014; - del provvedimento con cui è stata accesa a carico della ricorrente una posizione debitoria all’interno del Registro nazionale dei debiti di cui all’art. 8-ter del DL 10 febbraio 2009 n. 5;

Giustizia amministrativa202600362

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decadenza dalla Domanda Unica 2020 con richiesta di restituzione di euro 31.691,99, diniego del riconoscimento della forza maggiore e iscrizione della posizione debitoria nel Registro nazionale dei debiti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa agricola beneficiaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva richiesto aiuti PAC per la stagione pascoliva 2020-2021, indicando anche superfici demaniali concesse a un’associazione temporanea di imprese alla quale partecipava come mandante. In seguito a un’interdittiva antimafia emessa nei confronti dell’impresa mandataria, il Comune ha dichiarato la risoluzione di diritto della concessione demaniale dei pascoli ai sensi dell’art. 94 d.lgs. 159/2011. L’Organismo Pagatore Regionale ha quindi disposto la decadenza dalla Domanda Unica 2020 e il recupero degli aiuti già erogati. La ricorrente ha dedotto: illegittimità derivata dalla determinazione comunale di risoluzione della concessione, già impugnata separatamente; violazione delle garanzie partecipative; esercizio tardivo dell’autotutela e mancato bilanciamento degli interessi, soprattutto in presenza di rapporti esauriti; imputazione alla mandante di una responsabilità oggettiva non prevista dall’art. 95, comma 1, d.lgs. 159/2011; violazione della tutela dell’agricoltore beneficiario in buona fede e omessa considerazione della forza maggiore o delle circostanze eccezionali previste dal diritto europeo. È stata inoltre esaminata l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dal Comune, ritenuta non ostativa perché la controversia incide direttamente sulla sede delle singole aziende agricole e le posizioni delle imprese partecipanti all’associazione temporanea risultano scindibili.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e sospeso i provvedimenti impugnati, rinviando l’esame del merito all’udienza pubblica del 3 marzo 2027 e compensando le spese della fase cautelare. Quanto al fumus boni iuris, il Collegio ha ritenuto rilevante che gli aiuti PAC siano disciplinati dal diritto europeo e che la revoca debba rispettare le indicazioni della Corte di giustizia. L’art. 4 del Reg. CE 640/2014 consente di conservare gli aiuti in presenza di forza maggiore o circostanze eccezionali. Alla luce della giurisprudenza europea richiamata, l’annullamento o la perdita retroattiva del titolo di disponibilità del terreno, intervenuti dopo la conclusione della stagione agricola, non dimostrano necessariamente che la superficie non fosse un ettaro ammissibile o non fosse di fatto a disposizione dell’agricoltore durante il periodo rilevante. La perdita degli aiuti presuppone inoltre un elemento soggettivo, consistente nella volontà di conseguire un vantaggio mediante la creazione artificiosa delle condizioni necessarie. Ne deriva, in sede cautelare, la plausibile illegittimità dell’applicazione automatica alla mandante degli effetti dell’interdittiva antimafia adottata nei confronti della mandataria, senza una valutazione concreta del comportamento dell’azienda beneficiaria e della sua eventuale buona fede. Quanto al periculum in mora, il recupero mediante compensazione della somma richiesta, avuto riguardo alle dimensioni dell’impresa, è stato ritenuto idoneo a determinare problemi di liquidità e a compromettere la continuità aziendale. La questione dell’incompetenza territoriale è stata ritenuta infondata: l’interesse di ciascuna azienda è scindibile e il provvedimento comunale, quale atto presupposto, è attratto dalla competenza relativa all’atto consequenziale di recupero degli aiuti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare; il TAR ha ritenuto sussistenti il fumus boni iuris e il periculum in mora.

  • art. 13, comma 1, secondo periodo, c.p.a.

    Individua, secondo il provvedimento, la competenza territoriale anche in relazione al luogo in cui si producono gli effetti della revoca degli aiuti, coincidente con la sede dell’azienda agricola.

  • art. 13, comma 4-bis, c.p.a.

    Consente di attrarre alla competenza relativa all’atto consequenziale l’impugnazione dell’atto presupposto.

  • art. 21 e art. 32 Reg. CE 1307/2013

    Prevedono il regime di pagamento di base nell’ambito degli aiuti PAC.

  • art. 43 Reg. CE 1307/2013

    Disciplina il contributo per le pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente, il cosiddetto greening.

  • art. 36, par. 5, Reg. CE 1307/2013

    Rileva ai fini della disponibilità della superficie agricola nella data richiesta per l’ammissibilità al regime di pagamento unico e contempla le esimenti della forza maggiore e delle circostanze eccezionali.

  • art. 4 Reg. CE 640/2014

    Consente il mantenimento degli aiuti PAC quando il venir meno dei relativi presupposti dipenda da forza maggiore o circostanze eccezionali.

  • art. 94 d.lgs. 159/2011

    È stato richiamato dal Comune quale base della risoluzione di diritto della concessione demaniale dopo l’interdittiva antimafia.

  • art. 95, comma 1, d.lgs. 159/2011

    La ricorrente ne ha invocato la violazione, sostenendo che non imponga alle imprese mandanti una responsabilità oggettiva per l’interdittiva antimafia riguardante la mandataria.

  • art. 8-ter d.l. 5/2009

    Riguarda il Registro nazionale dei debiti nel quale è stata iscritta la posizione debitoria della ricorrente.

Massime di principio

  • Nel sistema degli aiuti PAC, la perdita o l’annullamento retroattivo del titolo giuridico di disponibilità della superficie, intervenuto dopo la conclusione del periodo agricolo rilevante, non dimostra automaticamente che la superficie non fosse ammissibile o non fosse di fatto a disposizione dell’agricoltore durante tale periodo.
  • La revoca o il recupero degli aiuti PAC richiede una valutazione concreta della condotta dell’agricoltore e del suo eventuale elemento soggettivo; non è sufficiente l’imputazione automatica degli effetti di un’interdittiva antimafia adottata nei confronti di un’altra impresa partecipante al raggruppamento.
  • L’interdittiva antimafia sopravvenuta, adottata nei confronti della mandataria dopo la costituzione dell’associazione temporanea e, a maggior ragione, dopo la conclusione della stagione pascoliva, può integrare una circostanza eccezionale o di forza maggiore idonea a escludere il recupero degli aiuti nei confronti dell’impresa mandante in buona fede.
  • Quando più imprese partecipano a un’associazione temporanea e l’interdittiva antimafia riguarda una sola di esse, le posizioni delle singole imprese possono essere scindibili: la responsabilità e gli effetti restitutori devono essere valutati con riferimento al comportamento della specifica impresa interessata.
  • Ai fini della competenza territoriale, l’impugnazione del provvedimento presupposto può essere attratta alla competenza individuata in relazione al provvedimento consequenziale di recupero degli aiuti, quando gli effetti diretti della controversia si producano presso la sede dell’azienda beneficiaria e le posizioni dei diversi operatori siano scindibili.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiInterdittiva e informazione antimafiaCompetenza
RamiContributi e finanziamenti pubbliciAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomaterieEffetti sui contratti e sui titoli abilitativi
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivoLegittimo affidamento

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