Sentenza n. 1307/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per l'ottemperanza della sentenza del CONSIGLIO DI STATO - SEZ. V n. 10498/2023, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: asserito mancato adempimento al giudicato formatosi sulle sentenze del Consiglio di Stato n. 10498/2023 e n. 9670/2024, con riguardo all'accesso alle proposte e intese preliminari alla cessione del 14 ottobre 2021
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni e società resistente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, dipendente di una società aerea in amministrazione straordinaria, aveva chiesto l'accesso a documenti relativi alla cessione del settore volo/aviation a una nuova società, per utilizzarli nel giudizio lavoristico volto ad accertare il trasferimento del rapporto ai sensi dell'art. 2112 cod. civ. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 10498/2023, aveva annullato il diniego e ordinato l'ostensione dei documenti indicati, escludendo quelli attinenti al contratto di cessione del 14 ottobre 2021, già acquisito nel giudizio civile, e ammettendo eventuali stralci o differimenti motivati in relazione alla procedura di dismissione della partecipazione pubblica. A seguito di un precedente giudizio di ottemperanza, definito con sentenza n. 9670/2024, l'obbligo di ostensione era stato delimitato alle due relazioni Ernst&Young, il cui accesso era stato differito sino alla conclusione della procedura di dismissione. Con il nuovo ricorso il dipendente ha sostenuto che la sentenza n. 9670/2024 non avesse deciso sulle proposte di acquisto del 16 agosto 2021 e del 24 agosto 2021 e sull'intesa vincolante del 31 agosto 2021, e che il giudicato della sentenza n. 10498/2023 imponesse comunque la loro ostensione. Ha dedotto la permanenza dell'interesse difensivo, la mancata esecuzione del giudicato e chiesto misure attuative, anche mediante commissario ad acta e penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la sentenza n. 9670/2024 avesse precisato e definito la portata del giudicato formatosi sulla sentenza n. 10498/2023, delimitando l'obbligo di ostensione alle relazioni Ernst&Young e accogliendo implicitamente l'eccezione di carenza di interesse rispetto alle proposte e intese preliminari alla cessione. Il riferimento contenuto nella sentenza n. 9670/2024 alla carenza di interesse non costituiva un'omessa pronuncia, ma riguardava proprio la documentazione preparatoria alla stipulazione del contratto di cessione. La sentenza n. 10498/2023 è stata interpretata nel senso che l'esclusione dall'ostensione dei documenti attinenti al contratto di cessione comprendeva le proposte e le intese formatesi durante le trattative, ritenute non più strettamente strumentali alle esigenze difensive dopo la produzione in giudizio del contratto definitivo. Il giudizio di ottemperanza può consentire chiarimenti interpretativi sul contenuto del giudicato e sulle modalità della sua esecuzione, senza alterarlo né riformarlo. Nel caso concreto, la sentenza n. 9670/2024 non aveva modificato la precedente decisione, ma ne aveva interpretato e precisato la portata. È stato quindi escluso il diritto del ricorrente all'accesso ai tre documenti preliminari. Spese compensate per la peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
eventuale quote, SOLO SE PRESENTE
Disciplina il giudizio di ottemperanza; il ricorrente ne ha invocato l'applicazione anche per l'adozione di misure attuative, la nomina di un commissario ad acta e una penalità di mora.
art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.
eventuale quote, SOLO SE PRESENTE
Prevede la possibilità di imporre una penalità di mora nell'ambito dell'ottemperanza; la richiesta è stata respinta in conseguenza del rigetto del ricorso.
art. 2112 cod. civ.
eventuale quote, SOLO SE PRESENTE
È stato richiamato quale fondamento della pretesa del dipendente alla prosecuzione del rapporto di lavoro presso la società acquirente in caso di trasferimento di azienda o di ramo d'azienda.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può interpretare e precisare la portata del giudicato, individuando il contenuto concreto dell'obbligo amministrativo e le modalità della sua esecuzione, purché non alteri né riformi il comando contenuto nella pronuncia da eseguire.
- Quando una sentenza sull'accesso ordina l'ostensione dei documenti indicati, escludendo quelli attinenti a un contratto di cessione già acquisito nel giudizio presupposto, l'esclusione può comprendere anche le proposte e le intese preliminari che hanno condotto alla stipulazione del contratto, se la loro conoscenza non è più ritenuta strettamente strumentale alle esigenze difensive.
- La delimitazione dell'obbligo di ostensione operata in una precedente sentenza di ottemperanza può integrare e precisare il giudicato formatosi sulla sentenza di cognizione; la successiva domanda di esecuzione non può essere utilizzata per ottenere nuovamente documenti già implicitamente esclusi dal comando giudiziale.
- Non sussiste omessa pronuncia quando il giudice, dopo avere richiamato l'eccezione relativa alla carenza di interesse all'accesso per determinati documenti, delimita l'obbligo di ostensione ad altri documenti, rendendo così implicito il rigetto della pretesa sui primi.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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