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Sentenza

Sentenza del 19/02/2021 n. 1089 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento - Operazioni inesistenti e diritto alla detrazione Iva - Dimostrazione dello stato di "cartiera" della società emittente la fatturazione - Prova dell'inesistenza oggettiva - Sufficienza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

accertamento per utilizzo di fatture relative a prestazioni oggettivamente inesistenti emesse da una società 'cartiera' e contestuale negazione del diritto alla detrazione IVA (e della deducibilità ai fini IRES/IRPEF). L'Amministrazione ha prodotto il processo-verbale di constatazione (p.v.c.) che attestava l'assenza di strutture e di dipendenti presso la ditta fornitrice; è stato inoltre discusso se fosse necessaria l'allegazione dell'atto di indagine all'atto impositivo

La decisione

la decisione ha ritenuto sufficiente la prova fornita dall'Amministrazione tramite il p.v.c. che accerta lo stato di "cartiera" della società emittente, sicché le fatture sono state considerate riconducibili a operazioni inesistenti e la detrazione IVA (e la deduzione dei relativi costi) è stata negata. Inoltre è stato affermato che non è indispensabile allegare l'atto d'indagine quando l'atto impositivo richiami in modo completo le informazioni necessarie per garantire il contraddittorio e la difesa del contribuente

Norme richiamate

  • d.P.R. 633/72, art. 19

    l'art. 19 disciplina il diritto alla detrazione dell'IVA; la sentenza interpreta che il diritto alla detrazione è precluso quando le fatture si riferiscono a operazioni inesistenti e la loro inesistenza è adeguatamente provata

  • art. 109 TUIR

    l'art. 109 TUIR attiene alla deducibilità dei componenti negativi di reddito; la decisione afferma che i costi documentati da fatture relative a operazioni inesistenti non possono legittimare la deduzione fiscale

  • Cass. ord. n. 23240 del 23/10/2020

    giurisprudenza richiamata per il principio che il processo-verbale di constatazione che accerta l'assenza di struttura organizzativa del fornitore è prova idonea dell'inesistenza oggettiva delle operazioni e che l'Amministrazione non è obbligata ad allegare l'atto d'indagine se l'atto impositivo contiene gli elementi necessari per il contraddittorio

Massime di principio

  • Un p.v.c. che documenti concretamente l'assenza di sede, mezzi e personale del fornitore può costituire prova sufficiente dell'esistenza di una "cartiera" e dell'inesistenza oggettiva delle operazioni fatturate.
  • L'Amministrazione non è tenuta ad allegare sempre l'atto di indagine all'atto impositivo se quest'ultimo richiama in modo esaustivo le informazioni e gli elementi fattuali utili a consentire la difesa del contribuente.
  • Il contribuente che intende resistere deve controprovare l'effettiva esecuzione delle prestazioni fornendo documentazione robusta (contratti, ddt/bolle, corrispondenza operativa, pagamenti tracciati, elementi contabili coerenti, testimonianze, presenza di struttura e dipendenti del fornitore).
  • In presenza di fatture emesse da soggetti "cartiera", il diritto alla detrazione IVA e la deducibilità dei costi sono preclusi salvo prova piena e documentale della realità economica delle operazioni.
  • Per limitare il rischio: prima di detrarre IVA o dedurre costi è prudente verificare l'esistenza e l'operatività del fornitore (sede, personale, attività effettiva) e conservare elementi probatori dei rapporti commerciali e dei pagamenti.

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