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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29703/2024 del 19/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato: il giudice avrebbe dovuto esprimersi espressamente sulla richiesta congiunta di sostituzione della pena (accogliendola o rigettandola). Essendo omissione di una valutazione dovuta, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Monza per la valutazione complessiva dell'istanza di sostituzione della pena.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha dedotto violazione di legge perché, pur essendo le parti (difensore e pubblico ministero) concordi non solo sulla determinazione della pena (1 anno e 6 mesi di reclusione e euro 4.000,00 di multa) ma anche sulla sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare presso l'abitazione della sorella, il giudice monocratico non ha provveduto ad esprimersi sulla richiesta di sostituzione. La mancata decisione costituisce un difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza e un error in procedendo.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina della procedura di patteggiamento: la richiesta concordata dalle parti va trascritta nel verbale e il giudice deve valutare la corrispondenza e la legittimità della proposta, inclusa l'eventuale richiesta congiunta di sanzione sostitutiva.

  • art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen. (introdotto dalla legge n. 103/2017)

    Limiti soggettivi e oggettivi del ricorso in Cassazione in materia di patteggiamento: i vizi deducibili riguardano la volontà dell'imputato, il difetto di correlazione tra richiesta e sentenza, l'erronea qualificazione giuridica del fatto e l'illegalità della pena. Nel caso in esame il vizio era consentito perché attinente al difetto di correlazione.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 e successive proroghe/modifiche

    Norme transitorie sulla trattazione degli affari a distanza e sulla possibilità di trattare i ricorsi senza intervento delle parti; la Corte ha fatto riferimento alla disciplina della trattazione del ricorso senza intervento delle parti per il periodo richiamato.

Massime di principio

  • Quando in sede di patteggiamento le parti formulano congiuntamente una richiesta che include la sostituzione della pena detentiva con una sanzione sostitutiva (es. detenzione domiciliare), il giudice è obbligato a pronunciarsi espressamente su tale istanza: o la accoglie o la rigetta integralmente.
  • La richiesta di sanzione sostitutiva è congiunta e non alternativa alla richiesta di applicazione della pena: il patto ha natura unitaria e non può essere parzialmente scisso dal giudice.
  • L'omissione del giudice nel pronunciarsi sulla richiesta congiunta configura un error in procedendo rilevabile in Cassazione ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis (difetto di correlazione tra richiesta e sentenza), con conseguente annullamento della sentenza e rimessione degli atti al giudice di merito per un giudizio completo.
  • Se la sostituzione non è applicabile, il giudice deve motivatamente rigettare la richiesta: è tenuto ad un controllo sull'ammissibilità della sanzione sostitutiva e non può limitarsi a omettere la decisione.
  • Per evitare il rischio di annullamento, difesa e PM devono far risultare chiaramente nel verbale di udienza la richiesta congiunta e il giudice deve trascriverne l'espressione e pronunciare un provvedimento specifico sulla sostituzione.

Testo integrale

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