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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7536/2025 del 25/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 31/05/2024 che aveva rigettato la richiesta di revoca dell'ordine di demolizione disposto con sentenza penale irrevocabile del 22/04/2002. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 e delle leggi regionali n. 1/2011 e n. 16/2014 (Piano Casa) nonché del d.lgs. n. 28/2011, sostenendo che l'area sarebbe ora lottizzata ed edificabile e che il consistente decorso del tempo e l'inerzia dell'amministrazione avrebbero determinato un legittimo affidamento che imporrebbe un'onere motivazionale rafforzato a carico dell'ente che chiede la demolizione. Il ricorrente è intervenuto in quanto erede del condannato.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato in quanto infondato. Il Tribunale ha ritenuto che la condonabilità invocata fosse esclusa (provvedimento comunale del 28/02/2017 per mancato deposito della documentazione e per la natura dell'istanza, volta a modificare le opere e non a condonarle), e che l'ordine di demolizione contenuto nella sentenza penale irrevocabile fotografa lo stato di fatto al momento dell'illecito e non è riesaminabile in esecuzione, salvo questioni di condonabilità effettivamente provate. Il giudice ha affermato che non è richiesto un obbligo motivazionale "rafforzato" per l'ordine di demolizione derivante da sentenza penale, principio che vale diversamente per ordini amministrativi. Ha inoltre richiamato il principio secondo cui il decorso del tempo e l'inerzia dell'autorità giudiziaria non consolidano un affidamento legittimo. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    La Corte ha escluso che l'art. 36 imponga una motivazione rafforzata per l'ordine di demolizione contenuto in una sentenza penale passata in giudicato; l'ordine giudiziale fotografa la situazione al momento dell'illecito e non è suscettibile di nuova valutazione in sede di esecuzione, salvo la prova di condizioni di condonabilità.

  • legge regionale n. 1/2011

    Richiamata dal ricorrente come possibile base per sanatorie, ma non ritenuta risolutiva nel caso concreto e non idonea a impedire l'esecuzione della demolizione senza la prova dei requisiti richiesti.

  • legge regionale n. 16/2014 (Piano Casa)

    Invocata dal ricorrente per la possibilità di sanatoria sulla base di limiti volumetrici; il Tribunale ha osservato che la sanatoria è stata esclusa per mancato deposito della documentazione e perché l'istanza riguardava un'autorizzazione a modificare le opere (parziale demolizione) e non il condono di opere già realizzate e conformi ai requisiti.

  • d.lgs. n. 28/2011

    Richiamato in ricorso, ma non ritenuto idoneo a incidere sull'esecuzione dell'ordine giudiziale di demolizione né a sostituirsi al giudicato penale.

  • Cons. Ad. Plen., n. 9 del 17/10/2017

    Richiamata come principio secondo cui l'affidamento del titolare del bene sull'inerzia dell'autorità giudiziaria non può impedire l'esecuzione dell'ordine di demolizione: il decorso del tempo non consolida la posizione del proprietario ma può anzi rafforzare il carattere abusivo.

  • Cass. Sez. 3, n. 38502 del 14/06/2024 (richiamata)

    Pronuncia recente che conferma il principio che il semplice decorso del tempo non legittima l'affidamento rispetto a un ordine demolitorio derivante da sentenza penale passata in giudicato.

Massime di principio

  • Un ordine di demolizione contenuto in una sentenza penale passata in giudicato ha efficacia esecutiva e, in sede esecutiva, non può essere rimesso in discussione per mutamenti urbanistici sopravvenuti o per inerzia amministrativa, se non mediante prova specifica di condonabilità secondo le norme applicabili.
  • La richiesta di una motivazione "rafforzata" vale principalmente per ordini demolitori adottati dall'amministrazione pubblica, che richiedono la valutazione dell'interesse pubblico attuale; non si estende automaticamente agli ordini formulati dal giudice penale che accertano l'abusività al momento dell'illecito.
  • Il decorso del tempo e la mancata vigilanza dell'amministrazione non costituiscono, di per sé, fonte di affidamento legittimo rispetto a un giudicato penale che impone la demolizione.
  • Chi eredita un immobile soggetto a provvedimento demolitorio si trova nella stessa posizione sostanziale del de cuius: può opporsi solo con argomentazioni e prove rilevanti (es. documentazione completa che dimostri la condonabilità), non con mere deduzioni generiche sul mutato contesto urbanistico.
  • Per ottenere una sanatoria è necessario dimostrare il pieno rispetto dei requisiti normativi e procedurali previsti dalla specifica normativa regionale o statale (compreso il deposito di tutta la documentazione richiesta); istanze volte a modificare opere con l'obiettivo di conseguire un condono possono essere ritenute inidonee se non corrispondono alla disciplina della sanatoria.

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