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Sentenza

Sentenza n. 924/2026 - Cagliari, Sezione 2

Giustizia amministrativa202400134

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: inerzia del Comune nell’adozione della decisione tra restituzione degli immobili occupati e acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, in esecuzione della sentenza del TAR Sardegna n. 79/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’obbligo del Comune di provvedere, entro il termine fissato dal giudice, in ordine agli immobili occupati e detenuti senza titolo, scegliendo tra la restituzione dei beni e la loro acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del testo unico sulle espropriazioni. Ha inoltre chiesto, in caso di inerzia dell’ente, la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio il Comune ha adottato la deliberazione n. 33 del 25 luglio 2025, il decreto dirigenziale n. 2 del 17 ottobre 2025 e ha provveduto alla notifica e trascrizione degli atti, perfezionando l’iter acquisitivo. Le parti hanno quindi concordato sulla cessazione della materia del contendere. È rimasta controversa la regolazione delle spese, con richiesta della società di condanna del Comune e richiesta dell’amministrazione di compensazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere perché, nelle more del giudizio, il Comune ha dato esecuzione al giudicato e ha perfezionato il procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale, ritenendo che il Comune si sia attivato solo dopo la notifica del ricorso e ponendo quindi le spese a suo carico. Il Comune è stato condannato a pagare alla società ricorrente euro 1.000, oltre accessori di legge, tenuto conto anche della definizione bonaria della controversia.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    acquisizione ex art. 42 bis testo unico espropri

    La norma costituisce il fondamento dell’acquisizione sanante degli immobili occupati senza titolo; nel caso concreto il Comune ha perfezionato il relativo iter procedimentale nelle more del giudizio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel definire il giudizio a seguito del sopravvenuto adempimento dell’amministrazione e della cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio diretto ad accertare l’obbligo dell’amministrazione di provvedere, l’amministrazione adotta gli atti richiesti e perfeziona il procedimento oggetto della controversia, viene meno l’interesse alla decisione sul merito e il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
  • La sopravvenuta esecuzione del giudicato da parte dell’amministrazione può determinare la cessazione della materia del contendere anche quando l’adempimento intervenga dopo la proposizione del ricorso.
  • In caso di cessazione della materia del contendere, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell’amministrazione che si sia attivata solo dopo la notificazione del ricorso e abbia così reso necessario il giudizio.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteEstinzione, perenzione e improcedibilitàGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOttemperanza e commissario ad acta

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