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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24086/2025 del 30/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario per errore materiale o di fatto (art. 625-bis c.p.p.) impugnando la sentenza della Cassazione del 13.12.2023 che aveva annullato con rinvio la pronuncia di merito solo sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche nei loro confronti. Daniello censura un "errore percettivo" nella valutazione di una intercettazione (n.639), sostenendo che i percorsi descritti non ricondurrebbero al luogo della strage e quindi inciderebbero sul suo contributo concorsuale. La Spina contesta l'interpretazione delle intercettazioni n.3594 e n.3595 (e il mancato raccordo con la n.3627), sostenendo che le frasi contestate non costituiscono ammissione di responsabilità ma risultano equivoche (uso della terza persona, precauzioni rispetto all'intercettazione). Entrambi lamentano omissioni e errori di percezione della Cassazione nella lettura degli atti.

La decisione

I ricorsi straordinari sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha ritenuto che i motivi proposti consistono essenzialmente in censure di valutazione e di merito (riexamination of evidence/intercettazioni) non sindacabili con il rimedio dell'art.625-bis. È stato osservato che l'errore di fatto ammesso dal ricorso straordinario è solo quello consistente in una svista o equivoco percettivo sugli atti di legittimità e non gli errori di giudizio o di valutazione. I ricorrenti non hanno dimostrato che le omissioni o le presunte percezioni errate fossero decisive (cioè avrebbero determinato una decisione incontrovertibilmente diversa). Per tali ragioni il ricorso è radicalmente irricevibile. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del procedimento e alla somma di euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende (ai sensi dell'art.616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.p.

    Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto è rimedio molto eccezionale: l'errore di fatto rilevante è solo la svista o l'equivoco che riguardi atti interni alla decisione di legittimità e la cui causa sia esclusivamente percettiva. Non rientrano nell'art.625-bis gli errori consistenti in valutazioni di merito o in una diversa interpretazione delle prove.

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna alle spese del procedimento per il ricorso straordinario e l'irrogazione di una somma a favore della cassa delle ammende in caso di inammissibilità evidente o di colpa dei ricorrenti nella presentazione del ricorso.

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiamato nella giurisprudenza citata: l'onere di dimostrare che un motivo non esaminato sia stato decisivo grava sul ricorrente; se la censura è assorbita o non decisiva, l'omessa motivazione non configura errore di fatto rilevante.

  • art. 416-bis c.p.

    Norma sulla organizzazione di tipo mafioso: citata in relazione all'aggravante contestata agli imputati (circostanza che aggravava la responsabilità penale), ma la decisione qui riguarda l'inammissibilità del ricorso straordinario più che la valutazione sostanziale dell'aggravante.

  • Sentenza Corte Costituzionale n.186/2000

    Richiamata per giustificare l'irrogazione di sanzioni pecuniarie e il principio che l'irrituale proposizione di atti di impugnazione può integrare colpa dei difensori e dei ricorrenti, giustificando la condanna alle spese e all'ammenda.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto (art.625-bis c.p.p.) non è uno strumento per rimettere in discussione valutazioni di merito o rivalutare le prove: deve emergere un errore percettivo evidente e decisivo.
  • Le censure che richiedono una nuova lettura delle intercettazioni o una diversa valutazione della partecipazione dell'imputato rientrano nella sindacabilità ordinaria e non sono normalmente ammissibili tramite ricorso straordinario per errore di fatto.
  • Per ottenere ammissibilità il ricorrente deve spiegare con precisione e dimostrare che l'omesso o errato esame di un atto era decisivo, ossia che avrebbe sicuramente condotto a una decisione diversa; mere asserzioni generiche non sono sufficienti.
  • L'omessa motivazione su un motivo non dà automaticamente diritto al ricorso straordinario: se il motivo è assorbito o non decisivo, l'omissione non costituisce errore di fatto rilevante.
  • La proposizione manifestamente inammissibile del ricorso può comportare condanna alle spese e pagamento di una somma a favore della cassa delle ammende; quindi il rimedio va usato con cautela e con argomentazioni puntuali.
  • Nella preparazione del ricorso straordinario è fondamentale dettagliare l'elemento percettivo contestato (che atto è stato frainteso, in che senso e perché ciò è esclusivamente percettivo) e indicare il nesso causale con la diversa decisione che si pretende sarebbe derivata.

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