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Sentenza

Sentenza n. 888/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 427/2024 del Tribunale di Ravenna, pubblicata in data 19.11.2024.

Giustizia amministrativa202600055

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 427/2024 del Tribunale di Ravenna, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditori della sentenza)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Ravenna n. 427/2024, passata in giudicato il cui attestato di cancelleria è stato prodotto in giudizio. La sentenza era stata notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente. Il Ministero non si è costituito. I ricorrenti hanno quindi chiesto l'esecuzione delle statuizioni contenute nella sentenza, comprese le spese legali eventualmente ancora dovute.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, accertando la perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto a una sentenza civile definitiva. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza del Tribunale di Ravenna entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della presente sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e includendo, ove non già pagate, le spese legali liquidate dal giudice ordinario e quelle del giudizio di ottemperanza. In caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato fin d'ora quale commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario delegato, con facoltà di subdelega, da attivarsi su istanza dei ricorrenti entro i successivi novanta giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre spese generali e accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione a favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione della sentenza passata in giudicato, anche mediante la nomina preventiva di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la prova del passaggio in giudicato della sentenza e della previa decorrenza del termine dilatorio per l'esecuzione, unitamente alla perdurante inerzia dell'amministrazione obbligata, rende fondato il ricorso e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione delle statuizioni giudiziali.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione.
  • L'esecuzione deve comprendere anche le spese legali liquidate nella sentenza da ottemperare, ove non già corrisposte, oltre alle spese del giudizio di ottemperanza stabilite dal giudice amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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