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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33560/2022 del 13/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello che li ha confermati responsabili del trasporto via mare di 20.140 kg di hashish (650 sacchi) con aggravanti (ingente quantità, numero superiore a tre, transnazionalità). Le censure principali: mancata traduzione di atti nelle lingue madri; difetto di giurisdizione in considerazione della bandiera panamense della nave (art. 17 Convenzione di Vienna); insufficiente o difettosa valutazione e motivazione sui mezzi di prova a discarico (guasti alla nave, impossibilità tecnica del trasbordo, elementi probatori alternativi); insussistenza di riscontri esterni alle dichiarazioni dei membri dell'equipaggio; vizio di motivazione sulle aggravanti (in particolare transnazionalità e numero di persone) e sul mancato riconoscimento dell'attenuante generale ex art. 62-bis; per Bakocevic si aggiunge il rilievo circa un precedente episodio in Ecuador e la contestazione dell'aggravante di cui all'art. 61-bis.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto le censure in gran parte generiche o consistenti in nuove valutazioni di fatto non consentite in sede di legittimità, e ha confermato che: l'omessa traduzione non è stata specificata e, comunque, il rito abbreviato ha sanato le nullità; lo Stato di Panama ha chiaramente autorizzato/iscritto rinuncia alla giurisdizione (nota del 3.8.2018) e, comunque, parte della condotta ha avuto effetti/attinenza con l'Italia (scalo ad Augusta e contatti dell'armatore italiano), legittimando la giurisdizione italiana; le decisioni dei giudici di merito sulla qualificazione probatoria (intercettazioni ambientali, ammissioni dell'equipaggio, consistenza del carico e profili transnazionali) erano adeguatamente motivate e insindacabili in cassazione; le aggravanti (transnazionalità, ingente quantità) sono state correttamente valutate e motivate; il diniego delle attenuanti generiche non è arbitrario. Per l'inammissibilità dei ricorsi è stata disposta condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Norme richiamate

  • art. 61-bis cod. pen.

    Valutata in relazione all'esistenza di rapporti e comportamenti riconducibili a forme associative o a condotte connotate da continuità e coordinamento; la Corte territoriale ha ritenuto sussistenti elementi indiziari collegati ai rapporti con terzi (es. Camporesi) e all'operatività transnazionale

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per la partecipazione in concorso al reato, in relazione al ruolo degli imputati nella condotta di trasporto e collocamento dello stupefacente

  • art. 73, commi 1, 4 e 6 d.P.R. 309/90

    Norme sostanziali sulla fattispecie di traffico di stupefacenti applicata al caso di specie (trasporto di ingente quantitativo)

  • art. 80 d.P.R. 309/90

    Aggravanti previste per il reato di cui all'art. 73 (tra cui l'ingente quantità e la transnazionalità) valutate e ritenute sussistenti con motivazione dei giudici di merito

  • art. 143 ss. cod. proc. pen.

    Disposizioni sull'assistenza linguistica; la Corte ha ritenuto la censura generica e ha osservato che il rito abbreviato può sanare alcune nullità collegate all'omessa traduzione

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per inquadrare i motivi di cassazione proposti (forma dei motivi di ricorso)

  • art. 17 Convenzione di Vienna (sul diritto del porto di bandiera)

    Sollevata dai ricorrenti per contestare la giurisdizione italiana, la Corte ha verificato la nota di rinuncia/autorizzazione dello Stato di bandiera (Panama) e ha ritenuto legittima la giurisdizione italiana anche per contatti e scali in Italia

  • art. 6 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla legittimazione della giurisdizione italiana per fatti in parte connessi al territorio italiano (scalo ad Augusta e contatti dell'armatore)

  • art. 183 cod. proc. pen.

    Richiesta per spiegare l'effetto sanante della scelta del rito abbreviato rispetto ad alcune nullità

  • art. 62-bis cod. pen.

    Regola sulle attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto che il diniego fondato sulla gravità del ruolo non sia arbitrario e non censurabile in cassazione

  • d.lgs. n. 32/2014 e direttiva 2010/64/UE

    Norme sull'assistenza linguistica e traduzione delle prove: richiamate per il contesto del motivo sulla traduzione, ma non ritenute idonee a rovesciare la decisione all'esito dell'abbreviato

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Riferimento in ordine alla responsabilità per inammissibilità e alla applicabilità della sanzione pecuniaria per ricorsi infondati

Massime di principio

  • La Cassazione non è sede per una rivalutazione del merito probatorio: i motivi che consistono in una diversa lettura delle prove sono generalmente inammissibili se i giudici di merito hanno motivato in modo congruo e logico
  • Le censure generiche (es.: "mancata traduzione" senza indicazione degli atti e del pregiudizio) non superano il filtro di ammissibilità; l'omessa traduzione può costituire vizio rilevante solo se specificata e non sanata da altri rimedi processuali
  • In materia di sequestri in mare, la giurisdizione dello Stato che procede può fondarsi sia sulla rinuncia/autorizzazione dello Stato di bandiera sia su elementi di collegamento con il territorio (scalo, contatti con soggetti nazionali); la documentazione della rinuncia dello Stato di bandiera è decisiva
  • Le aggravanti come la transnazionalità e l'ingente quantità richiedono motivazione puntuale: se la Corte territoriale fornisce elementi logici e collegati (rotte, contatti, modus operandi), la loro riconsiderazione è difficile in Cassazione
  • Il rito abbreviato può avere efficacia sanante su alcune nullità processuali; quindi, alcune eccezioni procedurali devono essere valutate alla luce della scelta del rito da parte dell'imputato
  • Il diniego delle attenuanti generiche è sindacabile in Cassazione solo se la decisione di merito sia frutto di palese arbitrio o illogicità; la mera diversa valutazione del ruolo e della gravità del fatto non è sufficiente

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