Cassazione Penale, Sentenza n. 20087/2024 del 21/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello: Rabie ha censurato un presunto aumento della pena per il capo B dopo l'assoluzione dal capo A, denunciando violazione del divieto di reformatio in peius e carenza di motivazione sulla pena base; Bedoui ha contestato la applicazione dell'art. 4 legge 110/1975 (porto di taglierino in luogo pubblico) e ha chiesto il riconoscimento del fatto di lieve entità, nonché ha censurato la conferma della pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici in violazione dell'art. 29 cod. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso di Bedoui: ha ritenuto infondate le doglianze sull'applicazione dell'art. 4 legge 110/1975 e inammissibile la richiesta tardiva di riconoscimento del fatto di lieve entità, ma ha ritenuto fondata la censura relativa all'applicazione indebita della pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici (art. 29 cod. pen.), perché la pena principale determinata risultava al di sotto del minimo prescritto per quella accessoria. Pertanto ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'applicazione dell'interdizione perpetua per entrambi gli imputati, estendendo l'effetto all'altro coimputato ai sensi dell'art. 587 cod. proc. pen.; per il resto i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati e la sentenza di merito è confermata.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Riferito al criterio di determinazione della pena in continuazione: la Corte ha ritenuto legittima la rideterminazione della pena in appello anche se diversa dall'aumento applicato in primo grado, quando cambi la struttura del reato continuato
art. 29 cod. pen.
La Corte ha interpretato la norma nel senso che la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici si applica solo se la pena principale raggiunge la soglia prevista (ergastolo o reclusione non inferiore a cinque anni); nel caso concreto la pena è sotto tale soglia, quindi l'accessorio è illegittimo
art. 4 legge n. 110 del 1975
La Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito secondo cui il porto del taglierino, contestualizzato con il rinvenimento insieme alla refurtiva e alle modalità del fatto, non risultava giustificato e poteva legittimare la responsabilità per il porto in luogo pubblico
art. 597 cod. proc. pen.
Richiamato per spiegare il divieto di reformatio in peius: la Corte ha ricordato i limiti della riforma in peius e ha precisato che la diversa ricostruzione della struttura del reato continuato può legittimare una diversa determinazione delle singole pene
art. 587 cod. proc. pen.
Applicato per estendere l'effetto favorevole dell'annullamento senza rinvio (relativo alla pena accessoria) al coimputato, poiché il motivo non era esclusivamente personale
art. 606 cod. proc. pen. (commi 1 e 3)
Richiamato per i motivi di cassazione: comma 1 in relazione alle censure ammissibili, comma 3 in relazione all'inammissibilità di censure tardive o generiche (es. richiesta generica delle attenuanti)
art. 620, comma 1, lett. l) cod. proc. pen.
Norma che consente l'annullamento senza rinvio; la Corte l'ha adottata per eliminare l'applicazione dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici
Massime di principio
- La pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici si applica solo se la pena principale raggiunge espressamente la soglia prevista dall'art. 29 cod. pen.; se la pena determinata è inferiore, l'accessorio deve essere disapplicato.
- L'effetto favorevole di un annullamento in Cassazione sull'applicazione di una misura o pena accessoria puo' estendersi ai coimputati quando il motivo non è esclusivamente personale (art. 587 cod. proc. pen.).
- Il divieto di reformatio in peius non impedisce all'appello di rideterminare le pene in modo diverso rispetto al primo grado quando la struttura del reato continuato cambia o viene rinnovata la qualificazione, purché la determinazione complessiva sia corretta e motivata.
- In Cassazione le censure di natura fattuale o le richieste generiche (es. mero invito a riconoscere attenuanti generiche o fatto di lieve entità) sono spesso inammissibili; le questioni di fatto vanno dettagliatamente dedotte e preferibilmente sollevate in sede di merito.
- Il porto di un attrezzo tagliente in luogo pubblico può essere ritenuto illecito sulla base del contesto (modalità del rinvenimento, collegamento con altri reati, assenza di giustificazioni plausibili); la valutazione delle circostanze è rimessa in gran parte al giudice di merito se logica e congrua.
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