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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15803/2023 del 14/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Genova che confermava la condanna per furto aggravato commesso in concorso il 26/05/2021. Seghir censura la sentenza per nullità per mancanza di motivazione riguardo alla richiesta di sospensione condizionale della pena formulata con motivi aggiunti. Benyoussef deduce vizio di motivazione con riferimento alla mancata riduzione della pena (trattamento sanzionatorio). Il PG ha concluso per l'inammissibilità, con specifica conclusione di inammissibilità per il ricorso di Benyoussef.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Quanto al motivo di Seghir, la Corte ha ritenuto manifestamente infondato il gravame: la Corte territoriale aveva fornito motivazione specifica e logica per il diniego della sospensione condizionale, valorizzando la gravità della condotta e la pericolosità sociale del prevenuto per escludere una prognosi favorevole di ravvedimento. Le doglianze di Benyoussef sulla determinazione della pena sono state giudicate inammissibili perché attinenti al merito e aspecifiche; la Corte d'appello aveva motivato in modo esauriente l'adeguatezza della pena, richiamando la gravità del fatto (azione concertata e reiterata) e la negativa personalità dei prevenuti, con riscontri di gravi indizi circa ulteriori furti compiuti da Benyoussef in dicembre 2021. Per l'inammissibilità dei ricorsi è stata disposta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 ciascuno in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186/2000

    Corte cost. sent. n. 186/2000

    Richiamata per il principio secondo cui, in mancanza di assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al ricorrente può essere applicata la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria; ossia l'inammissibilità non esclude automaticamente l'addebito di sanzioni quando non derivante da fattori esimenti.

Massime di principio

  • La Corte di legittimità ritiene sufficiente la motivazione territoriale quando essa dia specifiche e logiche ragioni del diniego di benefici (es. sospensione condizionale), valorizzando elementi quali gravità della condotta e pericolosità sociale.
  • I motivi di cassazione che attengono al merito della valutazione delle prove o alla determinazione della pena sono frequentemente dichiarati inammissibili se risultano aspecifici o non confrontano in modo puntuale le argomentazioni con cui il giudice d'appello ha rigettato l'appello.
  • La mera affermazione della mancanza di motivazione non è sufficiente: il ricorrente deve dimostrare che la motivazione presente sia illogica, contraddittoria o manifestamente carente; altrimenti il motivo è manifestamente infondato.
  • La sussistenza di elementi indiziari di reiterazione del reato e di pericolosità sociale giustifica il rifiuto di misure alternative o benefici e può legittimare il mantenimento della pena inflitta in primo grado.
  • Quando i ricorsi sono dichiarati inammissibili e non sussiste una causa di esclusione della colpa nella determinazione dell'inammissibilità, il giudice può condannare i ricorrenti alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.

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